- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Trasporto di Gloria, le misure di sicurezza ci sono e vanno rispettate…”

Condividi la notizia:

Viterbo – “Le misure di sicurezza ci sono e vanno rispettate. Se la legge mi prescrive delle cose, come amministratore è mio dovere rispettarle”. “Comprendo però il ragionamento e l’esasperazione di Rossi”.

Alfonso Antoniozzi è vicesindaco e assessore alla cultura del comune di Viterbo. Il 3 settembre il trasporto di Gloria, la macchina di Santa Rosa. Prima però l’affondo all’Unione del capofacchino Sandro Rossi per come era stato pensato il percorso dal punto di vista della sicurezza, “Se piazza del Teatro sarà vuota – ha detto la sera del trasporto – lasceremo la Macchina e ce ne andremo via”, poi la protesta a piazza delle erbe durante la marcia dei facchini verso piazza San Sisto. Protesta finita quando via della Sapienza è stata aperta al pubblico.

Infine, le dichiarazioni del consigliere comunale Eros Marinetti: “La lobby del Sodalizio deve chiudere per sempre, la macchina è dei viterbesi e Rossi non comanda un cazzo…”. Dopodiché le sue dimissioni da delegato alla protezione civile.


Alfonso Antoniozzi

Viterbo – Il vicesindaco e assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi


Cosa ne pensa delle parole dette dal capo facchino Sandro Rossi al teatro Unione e della protesta a piazza delle erbe durante la marcia dei facchini per arrivare a piazza San Sisto?
“Innanzitutto bisogna leggere la circolare Gabrielli, altrimenti non si sa di cosa si parla. E la circolare Gabrielli, dopo i fatti di Torino di qualche anno fa, ha posto in essere delle misure di sicurezza molto stringenti. Una volta che si applicano queste misure di sicurezza, bisogna poi vedere quanto si accordano con la tradizione. Ma è innegabile che quelle misure di sicurezza ci sono e vanno rispettate. Se la legge mi prescrive delle cose, come amministratore è mio dovere rispettarle”.

Secondo lei il teatro e il giorno del trasporto sono stati luogo e momento più opportuno per contestare l’organizzazione della sicurezza lungo il percorso oppure sarebbe stata meglio un’altra occasione?
“Posso capire l’esasperazione. Da uomo di teatro so bene che la metà dell’energia te la dà il pubblico. Posso anche capire che l’idea di fare un percorso senza il pubblico cui si è abituati è difficile. Sandro Rossi ha la responsabilità di portare la macchina a termine e sono convinto che le cose che ha detto le ha dette avendo nel cuore l’interesse del trasporto. Rossi ha di fatto detto: ‘da chi prendiamo l’energia se non sentiamo la gente che ci incita spingendoci ad andare avanti?’. E’ come quando noi in teatro facciamo uno spettacolo con un pubblico che non è reattivo”. 

Quindi comprende il ragionamento di Rossi…
“Sì, il suo ragionamento lo comprendo e comprendo anche l’esasperazione. E questo perché sei alla soglia di una cosa titanica. Un’impresa che per anni è sempre stata fatta in quel modo e i facchini sanno che su quell’energia possono contare. Ma nel frattempo c’è stato Torino”.


Viterbo - Sandro Rossi

Viterbo – Il capofacchino Sandro Rossi


Da una parte la necessità della sicurezza, dall’altra la tradizione. Quale delle due prevale secondo lei?
“Sono convinto che le ragioni vanno cercate da entrambe le parti, così come sono convinto che dall’esperienza di quest’anno si debba fare tesoro da una parte e dell’altra. Da parte dell’amministrazione e da parte dei facchini”.

In che modo?
“Ragionando insieme sui tavoli e partendo dal presupposto che ci sono delle necessità evidenziate in maniera forte da Sandro Rossi. Poi bisogna vedere come e in che modo queste necessità possano quadrare con la composizione del piano di sicurezza e con le esigenze che vengono messe sul tavolo da tutte le altre realtà come il comune, la prefettura, i volontari, la Asl, i vigili, la Croce rossa”.


Gloria a piazza del comune

Viterbo – Gloria a piazza del comune


Il trasporto è stato interrotto per due anni dal Covid. Come è possibile che in tutto questo tempo non ci sia stato modo di elaborare un percorso che tenesse conto di tutte le esigenze senza dover arrivare alla protesta dei facchini del 3 settembre? L’impressione è stata quella di realtà che non si sono parlate prima trovandosi poi di fronte al fatto compiuto?
“Invece ci siamo parlati e ci siamo parlati molto nella commissione di vigilanza e sicurezza pubblico spettacolo ed è prevalsa la sicurezza dei cittadini”.

E quando i facchini si sono fermati a piazza delle Erbe chiedendo e ottenendo l’apertura di via della Sapienza cosa ha prevalso?
“Non va chiesto a me”.

E a chi lo chiedo se non all’amministrazione comunale che è parte in causa nelle decisioni prese?
“Va chiesto all’amministrazione che ha preso la decisione”.

Quale delle altre “amministrazioni” in causa? Questura, prefettura, forze dell’ordine…
“Non lo so. La sera di Santa Rosa ognuno di noi ha le sue incombenze”.


Eros Marinetti

Viterbo – Il consigliere comunale Eros Marinetti


Cosa ne pensa invece delle dichiarazioni del consigliere Eros Marinetti?
“Stiamo parlando di una vicenda che ha esacerbato gli animi di tutti. Penso, come lui stesso ha fatto capire, che si sia lasciato prendere dall’emotività e ha preso poi le decisioni che ha preso”.

Ha fatto bene a rimettere la delega alla protezione civile alla sindaca Chiara Frontini?
“Penso che a una persona non si possa chiedere di scusarsi più di quanto abbia fatto”.

Cosa succederà adesso con i facchini?
“Non ne ho la benché minima idea. Tra le deleghe che ho, non ho quella alla macchina di Santa Rosa. Se le cose stavano come nella precedente consiliatura sarei stato io la persona più corretta per risponderti. Come stanno le cose adesso, non più”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: I facchini attraversano la città – I facchini attraversano il centro – Video: Sandro Rossi: “Piazze vuote, è inaccettabile”– Il giro delle sette chiese


Condividi la notizia: