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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo 21.09.2022. Inizio la giornata routinaria del pendolare Viterbo-Roma come ogni mattina. Alle 6 (meno qualche minuto) mi reco alla stazione di Viterbo Porta Fiorentina e noto qualcosa di strano: il “Viterbetto”, also known as la “Freccia dell’Alto Lazio”, delle 6,08 non è sul binario, giro l’angolo intorno all’edificio della stazione e vedo noti pendolari tornare indietro. Uno di questi cattura il mio sguardo interrogativo e mi dice “Oggi il treno non c’è”.
Come mai? Mi avvicino ad un gruppo di persone che stavano interrogando il capo-stazione, o chi per lui, e sento dire: “L’Enel ha tolto la corrente”. L’Enel ha tolto la corrente!!!
Penso: ma siamo su scherzi a parte? Ma la bolletta della luce, FS la paga? Già è cominciata la crisi energetica? Ma non doveva iniziare ad Ottobre 2022? Già precorriamo i tempi?
Giovani pendolari lamentano con garbo, quasi piangendo, continui disservizi. Poverini! Sono ancora giovani, illusi che qualcosa in questo Paese funzioni ancora. Dopo ben 22 anni di pendolarismo, disillusa, metto anche questa nella lista delle “cose mai viste e sentite”. Fatto sta che il treno 4521 delle 6,08 è stato cancellato.
Ora, scherzi a parte, non so se sia vero che l’Enel ha tolto la corrente, fatto sta che la linea elettrica non funzionava, ma la luce nei locali della stazione c’era! Il capo-stazione o quel ferroviere malcapitato alle 6:00 di ieri, per dire “L’Enel ha tolto la corrente” aveva appurato che, ad esempio, il rame sulla linea c’era e nessuno se l’è rubato (anche questo è successo in passato).
Lo stesso ferroviere non ha fatto corsi di comunicazione per dire all’utenza, ad esempio, “abbiamo attivato le procedure previste dal caso ed il servizio sarà ripristinato entro “x” ore”. No, nessuno fa niente, tanto il problema non è il loro; il problema è di qualcun altro. Fatto sta che si è interrotto un servizio pubblico.
Alle Ferrovie non interessa fare nulla: i dipendenti e dirigenti hanno il loro stipendio, FS/RFI/Trenitalia non hanno penali per un treno che raccoglie 300 pendolari, ricevono comunque i soldi dalla regione Lazio per il servizio che offrono.
Se un povero sfigato volesse protestare, come sto facendo io con questa lettera, non è ascoltato, non c’è comitato di pendolari che ottiene risultati. Il servizio reclami di Trenitalia/FS/RFI non ti risponde oppure al massimo ti manda una mail automatica di risposta “grazie per la sua informazione. Sarà contatta al più presto possibile”.
Potrei pensare che se uno sfigato volesse protestare piazzandosi sui binari, allora sì che qualcuno pagherebbe: proprio lui, perché sta interrompendo un servizio pubblico. Ma come? Per FS non vale?
Ma nel 2022 si può pensare che siamo nel 5° mondo? Sì, non terzo, non quarto, ma quinto. Peggio dell’Africa meno evoluta. Loro almeno hanno una speranza, a noi ci è stata tolta anche quella.
Maria Milazzo
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