Viterbo – Nessuna parata di stelle, affinché fosse Rosa l’unica a brillare. Nessuna parata di stelle, affinché i viterbesi potessero assistere al trasporto di Gloria da una postazione d’eccezione. Le finestre di palazzo dei Priori.
Gloria a piazza del comune
Così come annunciato dalla sindaca Chiara Frontini, quella al comune è stata una serata all’insegna della sobrietà, in cui a farla da padrone sono state la tradizione, la fede e la devozione per la santa. E le emozioni del 3 settembre, che, dopo lo stop forzato per il Covid, la città è tornata a vivere.
Gloria è arrivata di fronte a palazzo dei Priori poco dopo le 22, un leggero ritardo dovuto a una sosta a piazza delle Erbe da parte dei facchini, che si sono fermati per protesta e per chiedere maggiore presenza di pubblico lungo il percorso della macchina e nelle piazze. Ma, come alle vere stelle, tutto è concesso. E, nonostante l’attesa, la piazza è esplosa in un boato quando Gloria ha squarciato il buio di via Cavour.
Santa Rosa – Piazza del Comune
Dalle finestre del palazzo, tutte completamente al buio per ammirare al meglio la macchina, gli occhi di decine di dipendenti pubblici che la sindaca ha fortemente voluto presenti per rafforzare il legame con Santa Rosa, di amministratori comunali, tra cui il sindaco di Nola, che fa parte della Rete delle macchine a spalle, riconosciute patrimonio dell’Unesco, cariche politiche e militari. Immancabile, come primo cittadino di Sutri e assessore alla bellezza del comune di Viterbo, Vittorio Sgarbi. Unico vero volto noto che, aggirandosi tra la sala reggia e la sala del consiglio, ha attirato l’attenzione dei presenti. Grandi e piccini.
Comune di Viterbo – La sala regia
“La macchina è molto bella – commenta il critico d’arte -, è stata realizzata nel 2015, dopo quella che esposi all’Expo di Milano, è particolarmente elegante. Averla tenuta ferma per due anni è stato un errore del governo, che, a causa dell’estremo allarmismo, ha impedito una processione. Si è trattato di un vero e proprio caso di oscurantismo.
Vittorio Sgarbi
Quest’anno – ricorda Sgarbi -, siamo riusciti a salvare la processione del cristo risorto a Scicli, per un allarme contagio che poi non c’è stato. Questo problema fortunatamente non si è posto qui, a Viterbo. E Santa Rosa non è stata messa in discussione. Le aspirazioni della fede sono state più forti delle minacce del Covid, anche se la grazia divina è stata messa a durissima prova. Questa volta, superate le riserve sanitarie, si è arrivati a una valutazione più serena. La macchina, così come ha detto il sindaco, è intesa come simbolo di rinascita. Augurale anche per le prossime elezioni. Auspichiamo, infatti, che il prossimo governo non farà scelte insensate contro la fede, contro la dignità degli individui, come è stato fatto in questi ultimi due anni”. Poi uno sguardo alla macchina e il commento. “Da qui riparte tutto, riparte sul piano simbolico, spirituale, religioso. Sul piano della valutazione dei valori delle feste religiose che presuppongono un rapporto con quello che sta sopra di noi e non la paura…”.
Occhi pieni di stupore anche per Dario Fabbri, giornalista e analista geopolitico di La7. Accompagnato dalla sua compagna, viterbese d’origine, ha vissuto sulla propria pelle per la prima volta il trasporto, l’attesa della città e l’atmosfera che caratterizza questa serata. “Ho sempre sentito parlare della macchina di santa Rosa, ma non avevo mai avuto la possibilità di assistere al 3 settembre – commenta -. L’emozione è palpabile e incredibile. Vedere le luci che si spengono e la città che si ferma per la macchina è qualcosa di magico. Così come magica è la devozione degli uomini che la portano sulle loro spalle” .
La sosta a piazza del comune ha permesso ai facchini di rifocillarsi e riprendere le forze, e ai presenti di ammirare al meglio Gloria. Dopo 40 minuti, circa, il “Sollevate e fermi!” urlato dal capofacchino Sandro Rossi. Di fronte alla macchina, via Roma e la sosta a piazza delle Erbe.
Dopo aver ammirato, estasiati, la bellezza di Gloria e dopo una lunga attesa, gli ospiti hanno potuto gustare i prodotti tipici della Tuscia, tra salumi, formaggi, primi piatti e vini. Come il fieno canepinese, la susianella e la porchetta, presenti al tradizionale banchetto del cortile del palazzo. Intrattenendosi tra un’ultima chiacchiera, una risata e qualche selfie di gruppo di ricordo.
Barbara Bianchi
Elisa Cappelli
Fotogallery: La festa di Santa Rosa a Palazzo dei Priori



