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Violenza sessuale su una minorenne, 16 anni al buttafuori

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La pm Chiara Capezzuto

L’accusa – Pm Chiara Capezzuto


Viterbo – E’ stato condannato a 16 anni di reclusione per violenza sessuale su una minorenne, ma non andrà in carcere perché pochi giorni prima della sentenza è stato rimesso in libertà a seguito della revoca della misura del ricovero in una Rems. L’accusa aveva chiesto 13 anni. 

Si chiama Daniele Nuomi ed è il buttafuori ventenne di Pomezia a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo per violenza sessuale su una diciassettenne intercettata in discoteca. Avrebbe adocchiato le vittime nelle sale da ballo dove lavorava e poi le avrebbe contattate tramite Facebook, presentandosi a loro e ai genitori come il fidanzato ideale.

I fatti al centro del processo risalgono a dicembre 2019, quando la vittima 17enne e i genitori lo hanno denunciato ai carabinieri. L’imputato è stato poi arrestato a distanza di quattro mesi, nell’aprile 2020, nel pieno del lockdown, al termine delle indagini coordinate dalla sostituta Chiara Capezzuto per la procura della repubblica di Viterbo. Un’altra presunta vittima lo ha denunciato in provincia di Roma, testimoniando in tribunale all’ultima udienza del processo lo scorso 20 settembre.

Accusato oltre che di violenza sessuale anche di sequestro di persona, rapina e lesioni, con l’aggravante della crudeltà, l’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato condannato nel tardo pomeriggio di ieri alla pena di 16 anni di reclusione e a una provvisionale di diecimila euro ciascuno alle parti civili. I genitori si sono costituiti anche per la figlia, assistiti dall’avvocato Armando Fergola del foro di Roma. E’ stata inoltre disposta la misura della sorveglianza speciale per tre anni.


Luigi Mancini

La difesa – Avvocato Luigi Mancini


L’imputato, passato dal carcere al ricovero in una Rems in quanto seminfermo di mente secondo una prima consulenza, è stato rimesso in libertà lo scorso 21 settembre dopo che una ulteriore perizia disposta dal tribunale lo ha giudicato perfettamente capace di intendere e di volere, come segnalato durante l’estate dagli psichiatri responsabili della struttura, che per questo ne hanno chiesto le “dimissioni”.

La pm Chiara Capezzuto. lo scorso 20 settembre, in concomitanza con la richiesta di revoca della misura del ricovero in Rems conseguente all’esito della perizia, ne ha chiesto la custodia cautelare in carcere, per il rischio di reiterazione del reato, ma la richiesta non è stata accolta e così il giovane ha ottenuto la libertà pochi giorni prima della sentenza di condanna di primo grado. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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