Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Alleanze, manovre politiche, totopresidente… basta con queste chiacchiere da bar che non interessano alla gente. Parliamo di Università Agraria e basta, dunque parliamo del fatto che servono persone abituate a lavorare, persone per cui le tematiche dell’Agraria siano pane quotidiano.
Il presidente Sergio Borzacchi, agricoltore ed imprenditore, ha tracciato in questi anni una via a mio dire giusta, basata su poca politica e molta sostanza. Specie nei primi tempi del suo mandato, mi ha “bacchettato” più volte, insegnandomi che non bisogna impegnarsi a criticare gli altri, ma bisogna gettare sudore nelle azioni.
E infatti le uniche dichiarazioni che abbiamo fatto sono state quelle sulle nostre azioni: parlando per me, sul Mignone, sul Marta, sull’impegno nel dialogo con Regione e Consorzio di Bonifica per ridurre il rischio di allagamenti e potenziare le manutenzioni, sul risolvere i problemi agli orti, sul ridurre il debito, sull’avvicinare l’Ente alle scuole, sull’ambiente, e molto altro.
Secondo me è fondamentale proseguire con questa impostazione: il nuovo presidente, proprio come Sergio Borzacchi, dovrebbe essere un uomo del popolo. E così i consiglieri: perchè le persone andrebbero scelte, più che per i voti che sono in grado di rastrellare, per l’attitudine, la passione, l’impegno, la serietà, il know how.
E forse sembrerò uno che campa di sogni, ma dico quello che penso: sarei davvero amareggiato se si prendesse la competizione elettorale dell’Università Agraria come una sorta di prova per le elezioni del 2024, oppure se partecipasse al solo scopo di creare un polo di potere politico. Questo sminuirebbe in maniera vergognosa l’importanza del nostro Ente.
L’unico risultato di queste elezioni dovrebbe essere la creazione di un consiglio di persone che lavorino esclusivamente per il risanamento ed il potenziamento dell’Università Agraria. Un Ente sano e performante può davvero essere una risorsa potente per il benessere della nostra cittadina e della nostra gente. In un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo, sia dal punto di vista delle emergenze ambientali che da quelle economiche e sociali, la nostra comunità ha più che mai bisogno di una Università Agraria vicina ai cittadini, che lavori solo ed esclusivamente per costituire per loro fonte di aiuto per i problemi, e risorsa importante per agricoltura, scuola, territorio ed occupazione.
Alberto Tosoni
