Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente
Acquapendente – (sil.co.) – Appalti truccati ad Acquapendente, ieri in tribunale udienza fiume del processo scaturito dall’operazione Vox Populi, nel corso della quale si è difeso per ore davanti al collegio l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi.
Ha parlato di comitato civico fantasma, “che a mio avviso non è mai esistito”, ricordando come tutto sia partito da un esposto del settembre 2013 del presidente Alessandro Nardini. da lì il primo di ben otto procedimenti.
“Il ‘presidente’ era proprietario di un immobile adiacente un’area destinata a riqualificazione urbana e parcheggio cui si è opposto dall’inizio, lamentando inesistenti lesioni alla sua casa e rumori che disturbavano i suoi sonni pomeridiani”, ha detto Friggi.
“Non riuscendo a sospendere i lavori, ha cominciato a denunciare presunte irregolarità, a inveire contro me, la ditta e le maestranze, a chiedere in cambio la tinteggiatura della sua abitazione, gli infissi nuovi e perfino una crociera per lui e la moglie, che naturalmente non ha ottenuto”, ha proseguito.
Si è quindi dilungato sui rapporti tra i Gioacchini e la pubblica amministrazione, che a detta di Friggi si sarebbe fatta in quattro per venire incontro alle esigenze della nota famiglia di imprenditori locali, punto di riferimento sul fronte lavori pubblici, dicendosi sorpreso per alcune dichiarazione pubbliche di Mauro Gioacchini, che si sarebbe sentito “lasciato solo” e “ostacolato”.
Ha rivendicato i suoi 33 anni da dirigente presso il comune, dal 1981 al 2014, e il periodo in cui ha continuato a fornire i suoi servizi alla pubblica amministrazione, in qualità di consulente, fino a febbraio 2017.
“Mai avute sanzioni, né dall’Anac, né dalla corte dei conti, né dalla vigilanza. Ho portato a termine tutti i lavori, anche quando le ditte esterne che avevano vinto le gare, ci abbandonavano, com’è spesso accaduto, dal palasport, al teatro, alla casa di riposo, all’anfiteatro, al palazzo comunale”, ha sottolineato, ricordando di essere andato in pensione con “207 giorni di ferie non godute”.
L’udienza è proseguita con una sfilza di domande da parte del difensore Enrico Valentini, più direttamente collegati ai capi d’imputazione contestati a Friggi, assieme al successore Vincenzo Palumbo e agli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici, con i quali è stato sottoposto a misura nell’ottobre del 2016.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
