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Arrestata per l’omicidio del marito della sorella, Sabrina Bacchio fa scena muta davanti al giudice

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Omicidio Bramucci - Le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio con Costantin Dan Pomirleanu

Omicidio Bramucci – Le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio con Costantin Dan Pomirleanu


Soriano nel Cimino – Arrestata per l’omicidio del marito della sorella, fa scena muta davanti al giudice. Pochi giorni prima del delitto sarebbe stata a cena col compagno e la sorella, moglie della vittima, dalla quale sarebbe corsa non appena rimasta vedova. Ieri Sabrina Bacchio, sorella della moglie e cognata della vittima Salvatore Bramucci, si è avvalsa della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia.

E’ la 48enne arrestata il 22 ottobre per l’omicidio premeditato del marito della sorella Elisabetta, in concorso con Tonino Bacci e Lucio La Pietra, reclusi a Mammagialla dal 13 settembre, nonché il convivente romeno  Costantin Dan Pomirleanu e Alessio Pizzuti, questi ultimi indagati a piede libero. L’interrogatorio davanti al gip Rita Cialoni, presente anche il pm Massimiliano Siddi, si è svolto in tribunale, in videocollegamento col carcere di Rebibbia, dove la Bacci è stata raggiunta dal difensore Anna Rodinò Toscano.

Una posizione pesante quella della 48enne originaria di Soriano nel Cimino e poi trasferitasi a Guidonia con il compagno 32enne Costantin Dan Pomirleanu. Secondo gli inquirenti Sabrina avrebbe “preso parte alla pianificazione” dell’omicidio del marito della sorella Elisabetta “fin dall’inizio della sua ideazione” e avrebbe fornito “precise indicazioni” ai sicari, in base alle quali “il gruppo di fuoco si muoveva”. Un delitto, sempre secondo l’accusa, “frutto di attenta pianificazione ed espressione di una personalità violenta, aggressiva e spregiudicata dei suoi autori”.

Rapporti tesi tra Bramucci e la cognata, che il pregiudicato 58enne aveva denunciato per furto nel 2013, mentre le due sorelle avrebbero continuato a frequentarsi e dopo l’omicidio Sabrina si sarebbe affrettata a raggiungere a Soriano nel Cimino la sorella Elisabetta, appena rimasta vedova. 

Il 17 luglio, pochi giorni prima del delitto, Sabrina Bacchio e il compagno avrebbero cenato a una sagra con Elisabetta Bacchio, cui il marito avrebbe rivelato negli ultimi tempi di volersi trasferire alle isole Canarie con la figlia avuta dal primo matrimonio, una volta finita di scontare, a settembre, la condanna a tre anni e quattro mesi per usura ed estorsione. Bramucci era ai domiciliari e aveva anche ottenuto il beneficio di uscire, cosa che faceva tutte le mattine, per andare a buttare le deiezioni dei cani. Un’abitudine ben nota ai killer che gli hanno teso l’agguato mortale non appena uscito dalla sua abitazione a bordo della sua vettura.


Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci,

Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci


Nell’immediatezza del delitto, è stata la stessa moglie a far ipotizzare un movente di natura economica dietro il delitto, consegnando ai carabinieri un’agendina rossa  in cui Bramucci aveva annotato presunte iniziali di debitori con accanto le cifre da riscuotere, per circa 50mila euro. Secondo alcune ricostruzioni, la vittima avrebbe inoltre tenuto nascosto un “tesoretto” in contanti e preziosi, tra cui una collezione di orologi Rolex e di altre marche, provento della sua attività di usura.

Elisabetta Bacchio avrebbe trovato l’agendina rossa con le due pagine manoscritte dal marito nascosta in un mobile della sala.”Anche se non mi ha mai precisato i dettagli dei prestiti – avrebbe spiegato agli investigatori – ritengo che mio marito fosse un usuraio. Mi ha sempre detto che non faceva niente di male prestando i soldi a chi ne aveva bisogno”.

E’ stata sempre la vedova a riferire che Salvatore Bramucci sarebbe voluto andare a vivere a Tenerife con la figlia avuta dal primo matrimonio. Elisabetta Bacchio avrebbe letto una chat in cui il marito le scriveva “noi qui siamo bruciati”, riferendosi secondo la donna anche al compagno della figlia, in carcere da circa un anno perché coinvolto in un traffico di cocaina.

Sempre la moglie di Bramucci, come lei stessa avrebbe rivelato agli investigatori, poteva controllare il marito a distanza grazie all’app di geolocalizzazione “Life 360”, presumibilmente installata per motivi di sicurezza, monitorando “da remoto” il marito tramite lo smartphone. 

La donna ha inoltre raccontato che il marito, una sera di luglio, sarebbe tornato a casa nervosissimo, dicendole di avere incontrato una persona di Soriano che vive a Viterbo, il quale si era presentato senza portargli i soldi che gli doveva e lui lo aveva malmenato.

“Mi ha detto ‘sto pezzo di merda non mi ha portato niente’”, ha riferito la vedova di Bramucci. “Se me vuoi ammazza’ fallo pure tanto i soldi non ce l’ho”, avrebbe detto il debitore al marito. “Quindi Salvatore lo aveva colpito”, ha concluso Elisabetta, sentita dagli inquirenti sui possibili mandante e movente del brutale assassinio del marito.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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