Viterbo – (p.c.) – Si terrà domani domenica 2 ottobre la prima edizione del Cammino sui luoghi della tradizione e del culto dei Santi Valentino e Ilario e non solo. Appuntamento alle ore 8,30 fuori Porta Faul, all’inizio di Strada Freddano (spazio adiacente il McDonald’s), per ripercorrere un itinerario di circa 6 chilometri da fare a piedi, lungo un percorso ad anello che durerà l’intera mattinata, che comprenderà anche altre sorprese di carattere botanico, storico e archeologico.
Viterbo – L’edicola dei Santi martiri Valentino e Ilario
Un’iniziativa dell’associazione culturale Take Off, di elevato valore religioso, storico e naturalistico, patrocinata dal comune di Viterbo, dalla parrocchia viterbese dei santi Valentino e Ilario e dall’associazione “Don Armando Marini” che saranno presenti con una rappresentanza.
Accompagneranno i partecipanti: la guida turistica Massimo Agneni, la guida dell’orto botanico Giorgio Chioccia e Silvio Cappelli studioso di storia locale.
Viterbo – La tomba etrusca dove sono stati ritrovati i resti dei santi Valentino e Ilario
Un “itinerario della fede” religioso, dove esiste anche una Via Crucis, ideato per la prima volta, tanti anni fa, da don Armando Marini, che oggi rivive arricchito di altre particolarità di interesse storico, archeologico e naturalistico. Per questo ha assicurato la sua presenza anche Sergio Berbeglia presidente dell’associazione “don Armando Marini” che recentemente ha curato un’opera di restyling dell’intera area di sosta.
Si inizierà, ad un certo punto del cammino, con la visita all’edicola e alla tomba etrusca dove sono stati ritrovati i resti dei Santi Valentino prete e Ilario diacono compatroni della città di Viterbo. Qui avvenne il loro martirio nel periodo compreso tra l’anno 303 e il 305 dopo Cristo, durante la persecuzione dei cristiani messa in atto da Diocleziano e Massimiano. I loro resti sono conservati attualmente all’interno della chiesa cattedrale di San Lorenzo. In questo luogo il saluto ai partecipanti da parte del parroco don Emanuele Germani.
Viterbo – Ponte Camillario
Poco distanti dal luogo del martirio i ponti Camillario e di San Nicolao, per l’occasione liberati dalle erbacce, dove anticamente era una diramazione dell’antica Via Cassia. Strada facendo altre interessanti emergenze archeologiche e particolarità botaniche, con sosta e ristoro con sorpresa in località Asinello.
Il ritorno a Viterbo avverrà attraverso la tagliata etrusca detta del “Signorino”, derivante dal nome del nobile Signorino Signorini proprietario di alcuni terreni circostanti successivamente passati di proprietà alla famiglia Tedeschi, strada nota a Viterbo anche come “Cava di Sant’Antonio” e nel medioevo nominata anche Cava di Gorga teatro di scontri tra Romani e Viterbesi.
Viterbo – Ponte San Nicolao
Lungo questa via è l’edicola del miracolo della Madonna della Quercia, avvenuto nel 1506, quando nel mese di febbraio il nobile viterbese Giovanbattista Spiriti riuscì a sfuggire all’agguato tesogli da diversi cavalieri armati che lo inseguivano. Il suo cavallo, infatti, miracolosamente riuscì a saltare da una parte all’altra della tagliata etrusca con gli inseguitori bloccati sull’orlo del precipizio.
Più avanti, prima di arrivare a Viterbo la grandissima e misteriosa “Grotta del Cataletto” dove, secondo alcuni storici locali, esisterebbero una serie di cunicoli che, passando sotto il fosso Urcionio, giungerebbero fino alla Fontana del Boia sull’attuale Strada Bagni.
Info: 338 2129568
Grotta del Cataletto in Strada Signorino




