Viterbo – “Cotral, serve un tavolo istituzionale in prefettura per poter discutere assieme a tutte le forze sindacali e a tutte le organizzazioni studentesche una soluzione che permetta di trovare una soluzione ai disagi evidenziati in queste settimane nel corso di manifestazioni e presidi da parte degli studenti”. Ad avanzare la richiesta è la segretaria generale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli che rivolge il proprio appello direttamente al prefetto di Viterbo Antonio Cananà.
La segretaria generale della Uil scuola Silvia Somigli
“Le scuole hanno riaperto ormai da due mesi – commenta Somigli – ma la situazione degli studenti sembrerebbe non essere cambiata affatto. Tant’è vero che i presidi di questi giorni evidenziano sempre le stesse problematiche: sovraffollamento e orari che non vengono rispettati, con alunni che entrano tardi a scuola oppure non ci vanno per niente perché l’autobus successivo a quello sovraffollato potrebbe essere a sua volta pieno di persone”.
Viterbo – Trasporti – Il picchetto Osa
Nei giorni scorsi i presidi prima di Osa, organizzazione studentesca per l’alternativa, e Azione studentesca. Ieri l’assemblea pubblica, sempre di Osa, alla fermata Cotral del Riello. In più, in settimana, l’incontro in prefettura. Manifestazioni che hanno avuto una sola richiesta: migliorare i trasporti e farlo nell’interesse di studenti che non solo devono entrare a scuola, ma devono tornare a casa in orari e con tempi tali da potergli permettere di studiare e godersi un po’ di tempo libero.
Viterbo – La manifestazione di Azione Studentesca contro Cotral
“Quello dei trasporti – aggiunge poi Somigli – è un problema che ci portiamo avanti da anni, senza tener conto dei sacrifici che ragazze e ragazzi hanno dovuto fare con il doppio ingresso durante l’emergenza Covid. Un problema che riguarda anche i lavoratori che l’autobus preferiscono proprio non prenderlo perché diverse volte gli orari non coincidono affatto con quelli di ingresso al lavoro. Riversandosi invece sulle automobili in una fase storica in cui bisognerebbe al contrario incentivare il trasporto sui mezzi pubblici”.
Daniele Camilli


