Roma – Conferma dell’ergastolo ostativo, stretta sui rave party e stop all’obbligo vaccinale per il personale sanitario. Sono questi i provvedimenti adottati dal governo Meloni nel primo consiglio dei ministri realmente operativo che si è svolto nel pomeriggio di oggi a Roma.
Roma – Palazzo Chigi
Quella della conferma dell’ergastolo ostativo è una misura che il governo Meloni ha inserito in un decreto legge sulla giustizia. L’ergastolo ostativo è una misura che prevede che i condannati per alcuni reati gravi, primo fra tutti per mafia, non possano accedere ad alcun beneficio penitenziario se decidono di non collaborare con la giustizia.
L’intervento del governo sulla materia si è reso urgente dal momento che nel 2019 la Corte costituzionale aveva dichiarato incostituzionale non il carcere ostativo di per sé, ma l’automatismo che prevede il “fine pena mai” per chi non collabora. Soprattutto in quei casi in cui il condannato, pure non avendo collaborato, ha fornito piena prova di partecipazione al percorso rieducativo. Oppure in quei casi in cui sono stati acquisiti elementi tali da escludere sia l’attualità della partecipazione all’associazione criminale sia, più in generale, il pericolo del ripristino di collegamenti con la criminalità organizzata.
La Consulta aveva stabilito un termine massimo, l’8 novembre 2022, entro il quale l’ordinamento italiano avrebbe dovuto riformare l’ergastolo ostativo. Aveva cominciato a lavorarci il governo Draghi con un provvedimento approvato alla Camera che però non è riuscito a passare al vaglio del Senato a causa della fine della legislatura. Dunque la palla è passata nelle mani del governo Meloni. Che, come ha spiegato la premier, ha deciso “per rispetto del parlamento di prendere la norma così come votata alla Camera”. L’ergastolo ostativo, dunque, rimane. Ciò che viene meno è l’automatismo del “fine pena mai” per chi non collabora. Verrà dunque analizzato caso per caso e si terrà conto se il reo abbia o meno “adempiuto alle obbligazioni civili e agli obblighi di riparazione pecuniaria conseguenti alla condanna”, se abbia fornito “piena prova di partecipazione al percorso rieducativo”, se ci siano state iniziative del detenuto a favore delle vittime, sia in forma di risarcimento che di percorso di giustizia riparativa, e altri nuovi parametri.
Sempre in tema giustizia, il consiglio dei ministri ha inoltre adottato una stretta sui rave party. Si tratta di una scelta accelerata anche dai fatti di Modena di questi giorni. Di fatto è stato creato un nuovo reato che prevede la reclusione da 3 a 6 anni, multe da mille a 10mila euro e il procedimento d’ufficio “se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblica, per la pubblica incolumità o per la salute pubblica”. In caso di condanna verrà inoltre sempre ordinata la confisca del materiale servito per commettere il reato o di quello utilizzato per realizzare le “finalità dell’occupazione”.
Roma – Conferenza stampa di Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Orazio Schillaci e Matteo Piantedosi
Tra le misure adottate dal consiglio dei ministri c’è inoltre il rinvio al 30 dicembre della riforma Cartabia sulla giustizia. “Si rischiava una paralisi del nostro sistema giudiziario e che non ci fosse certezza del diritto perché c’era il pericolo che persone condannate potessero uscire dal carcere”, ha affermato la Meloni. La premier ha poi precisato che ciò non cambia nulla ai fini del Pnrr perché il governo si è preso solo due mesi di tempo. Pur sostenendo che la riforma Cartabia “va nella giusta direzione”, il ministro della giustizia Carlo Nordio ha spiegato di aver “accolto il grido di dolore di procure, gip, corti d’appello e procure generali nel chiedere il rinvio”.
Infine lo stop dell’obbligo vaccinale per chi lavora negli ospedali, una misura che scadeva comunque il 31 dicembre e che il governo Meloni ha voluto anticipare al primo novembre. Da domani, dunque, il personale sanitario sospeso per non aver ottemperato all’obbligo vaccinale potrà tornare a lavoro. Allo stesso tempo, è stato però prorogato l’obbligo della mascherina negli ospedali. “Non solo per il Covid – ha affermato il ministro della salute Orazio Schillaci -, ma anche per il fatto che ci stiamo approssimando alla stagione influenzale”.
Durante i lavori del consiglio dei ministri è stata inoltre completata la squadra di governo con le nomine dei sottosegretari e dei viceministri.
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