Viterbo – “Se faranno il deposito nucleare nella Tuscia, sarà opposizione dura. La nostra provincia non può diventare la discarica d’Italia”. A schierarsi contro l’ipotesi di realizzare il deposito nazionale di scorie nucleari e rifiuti radioattivi è anche la Uil di Viterbo del segretario Giancarlo Turchetti.
Il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti
La settimana scorsa la notizia: confermate nella Tuscia tutti e 22 i siti individuati dalla Cnapi nel gennaio 2021, quando la carte delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito è stata pubblicata, dopo essere restata nel cassetto del governo per anni. Ad occuparsene la società Sogin che, dopo il seminario nazionale, cioè la fase di confronto con le realtà territoriali coinvolte appunto dalla Cnapi, è passata alla fase successiva con la proposta di carta nazioni (Cnai) delle aree ritenute non può “potenzialmente” ma definitivamente idonee.
Deposito scorie radioattive – Le aree idonee nel Viterbese
“Una scelta che danneggerebbe gravemente il nostro territorio – precisa Turchetti -, soprattutto dal punto di vista dell’immagine, mettendo sostanzialmente in discussione 30 anni di lavoro sulle politiche turistiche a partire dalle bellezze storico, ambientali e paesaggistiche della provincia di Viterbo. Sarebbe come azzerare tutto, senza avere nemmeno la possibilità di ripartire. Colpendo l’immagine di due aree economicamente e turisticamente importanti come quelle della Maremma e dei monti Cimini”.
Inizialmente le aree individuate a livello nazionale erano 67. La Cnai le ha ridotte a 58, lasciando invariate quelle del Viterbese.
Deposito nucleare – La mappa delle aree idonee
“Una scelta che non tiene conto sia dell’opposizione di un intero territorio – sottolinea Turchetti – sia delle centinaia di osservazioni presentate nel corso del seminario nazionale. Una scelta, laddove la Tuscia dovesse realmente dover ospitare il deposito, che il sindacato contrasterà con tutti i mezzi che la normativa mette a disposizione, contribuendo inoltre, con le altre forze in campo, a costruire alleanze e reti per rendere l’opposizione del territorio il più forte e partecipata possibile. Il nostro territorio, assieme a quello di Civitavecchia, ha già pagato un prezzo altissimo durante gli anni. Un prezzo che nessuno è più disposto a pagare. Il deposito di scorie nucleare – ha concluso infine Turchetti – se così urgente, va fatto laddove non fa danno. E nella Tuscia metterebbe in ginocchio tutto e tutti”.
Daniele Camilli
Documenti: La mappa dei siti idonei alla realizzazione del deposito nazionale (Cnai) – Gli atti conclusivi del seminario nazionale – Le aree della Tuscia idonee alla costruzione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi e nucleari – Quattordici comuni e oltre 7 mila ettari coinvolti, le aree della Tuscia idonee per il deposito nazionale


