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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Visto che né dal DAP né da via Arenula e tantomeno dalla ministra risultano arrivati segnali di solidarietà ai poliziotti penitenziari feriti giovedì da un detenuto alta sicurezza al carcere di Viterbo, il prossimo 4 ottobre mi recherò personalmente a fare visita nei luoghi di lavoro del carcere per rendermi conto di persona delle condizioni in cui i nostri agenti stanno lavorando” così il presidente dell’unione sindacati di polizia penitenziaria (USPP) Giuseppe Moretti, dopo aver denunciato l’ennesima multipla aggressione stavolta accaduta nella casa circondariale di Viterbo.
“Complessivamente sono 60 i giorni di prognosi diagnosticati ai tre poliziotti per le conseguenze dovute alla vile aggressione subita dal detenuto alta sicurezza che per questo sarà denunciato d’ufficio dall’amministrazione anche se la condanna non prevede aggravamenti della pena come da tempo stiamo chiedendo” aggiunge il segretario regionale USPP del Lazio Daniele Nicastrini che ricorda “che con quelli subiti dall’agente lo scorso giugno con la testa fracassata da altro detenuto, dimostra che al carcere Viterbese si sta evidenziando una forte attività aggressiva e violenta dei ristretti presenti anche da parte di detenuti alta sicurezza con rischi per la sicurezza del reparto detentivo, soprattutto per la grave carenza di personale.
“Ribadiamo – concludono Moretti e Nicastrini -, che servono urgenti interventi sul piano della sicurezza e sulla gestione della popolazione detenuta in molti casi fuori controllo per la scriteriata scelta di far stare in ozio i detenuti fuori dalle celle detentive, per non incorrere in ulteriori condanne dell’Europa, invece di costruire nuove carceri aumentando la capienza e con essa anche ricalibrando la pianta organica della polizia penitenziaria, visto che i pochi in servizio quelli rimasti di controllare da soli anche 100 detenuti”.
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