New York – L’esplosione sul ponte che collega la Crimea alla Russia, secondo quanto scrive il New York Times, sarebbe opera dei servizi segreti ucraini.
Incendio sul ponte fra Russia e Crimea
Lo scrive oggi il quotidiano americano, citando un funzionario ucraino che è voluto rimanere anonimo. L’intelligence di Kiev avrebbe infatti effettuato l’attacco utilizzando un camion bomba guidato attraverso il ponte.
Finora però nessuno ha rivendicato l’attacco. Ma già ieri Mychajlo Podoljak, consigliere del presidente ucraino Zelensky, aveva twittato una foto del ponte colpito scrivendo: “Crimea, il ponte, l’inizio. Tutto ciò che è illegale deve essere distrutto, tutto ciò che è stato rubato deve essere restituito all’Ucraina, tutto ciò che è occupato dalla Russia deve essere espulso”.
L’esplosione che ha colpito il ponte Kerch, l’unico che collega la Crimea alla Russia, è avvenuta ieri. Qualora venisse confermata ufficialmente la paternità ucraina dell’attacco, si tratterebbe di un brutto colpo per la Russia. Anche se sembrerebbe che i russi abbiano riaperto in parte il traffico sull’infrastruttura, il danneggiamento del ponte potrebbe indebolire di molto la più importante linea di rifornimento per le truppe di Mosca che combattono nell’Ucraina meridionale.
Per la Russia sarebbe poi anche un duro danno d’immagine, dal momento che Mosca continua a perdere terreno sul campo di battaglia.
Nel frattempo il presidente russo Vladimir Putin ha deciso di convocare per domani il consiglio di sicurezza nazionale dopo l’esplosione del ponte di Kerch.
