Viterbo – Carabinieri in centro
Viterbo – (sil.co.) – Gli è costata una condanna a un anno e 5 mesi per evasione dai domiciliari e la revoca della sospensione condizionale delle pena, uscire di casa per andare a ritirare alle poste di via Ascenzi il reddito di cittadinanza.
Protagonista un pregiudicato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti che verso mezzogiorno del 30 marzo 2020, in pieno lockdown, è stato intercettato da una pattuglia dei carabinieri in piazza del Comune a Viterbo.
“Visti i precedenti, lo abbiamo tenuto d’occhio per vedere se si incontrava con qualcuno, cosa che non è successa. Quindi lo abbiamo fermato per chiedergli cosa facesse in giro. A noi risultava che avesse la sola misura cautelare dell’obbligo di dimora, ma essendo un soggetto noto agli uffici ci è sembrato opportuno effettuare un controllo. Quando ci ha risposto che stava andando alle poste di via Ascenzi a ritirare il reddito di cittadinanza lo abbiamo lasciato proseguire”, ha spiegato uno dei militari intervenuti.
“A distanza di qualche giorno – ha proseguito – abbiamo saputo che c’era stato un aggravamento della misura e che quel giorno avrebbe dovuto stare a casa, agli arresti domiciliari”.
Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 8 mesi di reclusione. Più severa la giudice Elisabetta Massini che, dopo un’approfondita camera di consiglio, ha condannato l’imputato a un anno e cinque mesi, con la revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena che gli è stata inflitta il 17 giugno 2018 dal tribunale di Civitavecchia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
