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False vaccinazioni anti Covid, indagata viterbese

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Coronavirus - Vaccino

Coronavirus – Vaccino

Viterbo – False vaccinazioni anti Covid, indagata viterbese.

E’ tra le 64 persone per cui sono stati chiesti altrettanti rinvii a giudizio al termine delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta sulla false vaccinazioni nell’hub della “Fagianeria” del Museo Capodimonte di Napoli.

Tutte le persone sono accusate in concorso per corruzione e false attestazioni. E tra di loro c’è una viterbese di 58 anni.

Stando a quanto ricostruito, infatti, personale sanitario avrebbe fatto finta di inoculare il vaccino (facendo poi finire il liquido in un batuffolo d’ovatta) per cifre che si aggiravano intorno ai 150 euro.

Le indagini sono condotte dal pm Henry John Woodcock della procura di Napoli. L’inchiesta era partita a seguito di una denuncia da parte della Asl Napoli 1 dopo aver riscontrato alcune anomalie.

Secondo gli investigatori un infermiere e un operatore socio sanitario fingevano di somministrare il vaccino in cambio di denaro.  I due furono arrestati con l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e falso in atto pubblico.

I carabinieri Nas di Napoli avevano fatto installare delle videocamere per smascherare i responsabili. 

Stando alle ricostruzioni, l’operatore avrebbe procurato i pazienti mentre l’infermiere avrebbe fatto finta di somministrare il vaccino facendo finire il siero nell’ovatta.

Tra le persone che avrebbero pagato per le false vaccinazioni figurerebbero soprattutto insegnanti, personale scolastico, assistenti tecnico-amministrativi e dipendenti ministeriali. Così ottenevano il green pass senza di fatto essersi veramente vaccinati.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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