Viterbo – “Fotovoltaico ed eolico, spero che il procuratore Auriemma scopra la mafia dietro questa impresa…”. Questa una delle esternazione dell’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della mostra “Michelangelo e la cappella Sistina. I disegni di casa Buonarroti in dialogo con Sebastiano del Piombo”. Ieri mattina, domenica 30 ottobre, l’evento si è svolto nel cortile di Palazzo dei Priori. Qui Vittorio Sgarbi ha fatto una digressione sul fotovoltaico, chiamando in causa il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma e anche il governo.
Viterbo – Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della mostra su Michelangelo al museo dei Portici
“Spero che il ministro voglia contenere la diffusione dell’eolico e del fotovoltaico che, tra l’altro soprattutto adesso in momenti di crisi energetica, vogliono aggredire anche la Tuscia – ha affermato Vittorio Sgarbi -. Mi auguro che il procuratore Auriemma scopra quella mafia che c’è sempre dietro questa impresa, che è la vera trattativa tra stato e mafia. Che ha investito infatti per il 90% sulle regioni meridionali: la Sicilia, la Puglia, la Calabria, la Campania”.
Viterbo – Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della mostra su Michelangelo al museo dei Portici
“Togliere un’area agricola, coltivata con l’ulivo e l’uva, e mettere fotovoltaico è un errore contro l’umanità e contro la costituzione – ha proseguito -. Quando noi abbiamo in Italia 25 milioni di edifici innalzati che potrebbero essere abitati anche da un clochard. 12 milioni, fatti dal Tempio di Segesta fino al 1959, 14 milioni dal ‘60 ad oggi. Abbiamo quindi 14 milioni di orrori, di cemento, di capannoni e condomini che potrebbero essere tranquillamente rivestiti di fotovoltaico e su quello evitare di trasformare i terreni agricoli in orrori impossibili come sta capitando in queste ore a Ragusa”.
L’assessore alla Bellezza ha poi concluso: “Occorrerà che i magistrati e i soprintendenti dicano: ‘Non siamo contro la transizione ecologica e l’energia alternativa ma vogliamo che essa non distrugga il paesaggio che è un bene costituzionale, che è la ragione stessa del gran tour”.

