Viterbo – Il generale Alberto Vezzoli
Viterbo – “Marescialli, benvenuti nella schiera dei comandanti. L’esercito italiano ha bisogno di voi”. Così il generale di divisione Alberto Vezzoli, comandante della Scuola allievi sottufficiali di Viterbo, durante la cerimonia di consegna dei gradi agli allievi che hanno terminato il 23esimo corso della Sas. Che da oggi non sono più “studenti”, ma marescialli dell’esercito italiano.
Viterbo – La sindaca Frontini consegna i gradi a Luca Bongo
La cerimonia si è svolta questa mattina all’impianto sportivo della Sas. Sul campo 128 allievi in uniforme, 117 uomini e 21 donne. Sugli spalti, invece, i tanti parenti, fidanzate e fidanzati arrivati a Viterbo da ogni angolo d’Italia per assistere alla cerimonia. Presenti anche le autorità militari e civili, tra le quali la sindaca Chiara Frontini, il presidente della provincia Alessandro Romoli e il questore Giancarlo Sant’Elia.
Prima hanno ricevuto i gradi di maresciallo i primi tre allievi classificati nella graduatoria di merito. Rosario Perri, primo classificato, li ha ricevuti dal generale Vezzoli; il secondo, Luca Bongo, dalla sindaca Frontini mentre il terzo, Marco Fiordarancio, dal luogotenente Mariano Germani.
Viterbo – La cerimonia di consegna dei gradi gli allievi del 23esimo corso della Sas
A seguire tutti gli altri allievi del corso, schierati in plotone, che hanno ricevuto i gradi direttamente dai loro familiari. Molti dei quali sono riusciti a stento a trattenere lacrime di commozione mentre inserivano i gradi sulle spalline dei loro figli.
“Questo è un traguardo che avete raggiunto superando tanti ostacoli – ha commentato il generale Alberto Vezzoli -. Ognuno di voi sa quanto è costato essere schierati qui oggi, ma allo stesso tempo ognuno di voi conosce la grande gioia di ricevere i gradi dai propri cari”.
Viterbo – La cerimonia di consegna dei gradi gli allievi del 23esimo corso della Sas
“Da oggi siete comandanti – ha aggiunto -. Formalmente l’autorità ve la dà il grado, ma nella pratica ve la dovrete conquistare ogni singolo giorno. Attraverso l’esempio che saprete dare e mettendovi al fianco di chi ha bisogno della vostra capacità di risolvere i problemi. Così otterrete il diritto alla stima e al rispetto altrui, quello che chiamiamo onore. Tutto questo vi renderà orgogliosi della scelta che avete fatto”.



