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“Giovane vita spezzata sul lavoro, sconcertati per l’ennesima tragedia”

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Viterbo - Claudio Tomarelli della Fai Cisl Lazio

Viterbo – Claudio Tomarelli della Fai Cisl Lazio

Stefano Mizzoni

Stefano Mizzoni

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Purtroppo ancora una volta dobbiamo registrare una giovane vita spezzata sul lavoro. Questa volta a perdere la vita è un giovanissimo operaio di 21 anni, Stefano Mizzoni, morto a Canale Monterano (Roma) in un’azienda di legnami, mentre lavorava al nastro trasportatore adibito al trasporto di legnami.

Siamo sconcertati per questa ennesima tragedia. La morte sul lavoro è uno scempio della nostra democrazia. 700 morti registrati nei primi 8 mesi dell’anno sono uno sfregio alla repubblica fondata sul lavoro.

Serve maggiore responsabilità sociale delle imprese e introdotta una patente a punti per qualificare le stesse imprese. Va fatto un grande investimento sulla prevenzione, nella formazione, creare i delegati alla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, serve un grande presidio di controllo.

Dobbiamo rendere i macchinari più sicuri. Ma soprattutto serve un salto culturale: è tempo che anche nelle scuole si affrontino questi temi. 

Perché gli studenti, i ragazzi di oggi, saranno i lavoratori del futuro, gli imprenditori del futuro, i professionisti del futuro.

Da lunedì è in corso una mobilitazione in tutti i territori, con assemblee in tutti i luoghi di lavoro per attivare un grande piano nazionale per la sicurezza sul lavoro.

E sabato prossimo faremo unitamente una grande manifestazione a Roma, in piazza degli Apostoli, per denunciare il dramma dei morti sul lavoro. Speriamo che il nuovo governo sia sensibile a questo tema più del passato.

Chiediamo di migliorare il coordinamento tra tutti gli enti proposti, chiediamo l’assunzione di ispettori e di medici del lavoro, perché questa è una guerra, e si vince solo con un esercito adeguato e consapevole.

Fermiamo questo massacro assurdo.

Claudio Tomarelli
Reggente della Fai Cisl del Lazio


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