Viterbo – Pirati della bellezza, dopo il pieno per Capuozzo e Telese, ancora un tutto esaurito con Aldo Cazzullo e l’attrice viterbese Chiara Palumbo. Con oltre 250 persone in fila per vedere il reading/spettacolo di Aldo Cazzullo, giornalista e conduttore televisivo. Reading tratto dal libro Mussolini il capobanda.
Un incontro nel segno della grande storia e dello spettacolo. Cazzullo ha anche visitato il centro storico di Viterbo, per poi cenare al ristorante il Gargolo.
Aldo Cazzullo ai pirati della bellezza
I pirati della bellezza – L’attrice Chiara Palumbo
Una folla per I pirati della bellezza
I pirati della bellezza – Aldo Cazzullo al ristorante il Gargolo
Giuseppe Cruciani – 22 ottobre – segnala la tua partecipazione

Arriva oggi ai Pirati della bellezza il grande provocatore, conduttore della Zanzara, Giuseppe Cruciani, giornalista radiofonico ma molto presente anche in tv. Verrà presentato il libro Nudi – Il sesso degli italiani. Appuntamento sempre alle 18 nella sede di Unindustria. Un incontro che desterà scalpore.
Cruciani verrà intervistato da Samuele Sansonetti e Carlo Galeotti.
Giuseppe Cruciani, nato nel 1966 a Roma, vive a Milano da più di vent’anni e conduce La Zanzara, programma cult su Radio 24. Si è laureato in Scienze politiche, studiando un movimento di estrema sinistra peruviano, Sendero Luminoso, e ha lavorato a Radio Radicale, all’Indipendente con Vittorio Feltri, a Euronews. Insieme a David Parenzo ha creato uno spazio di libertà dove ognuno può dire e raccontare quello che vuole, soprattutto quando si tratta di sesso e parti intime.
Nel suo studio un transessuale si è spogliato in diretta a favore della prostituzione legale, una coppia di scambisti ha raccontato i vantaggi dell’orgia, mentre gli ascoltatori discutono spesso sulla vagina depilata o pelosa. Il suo maestro è il conduttore americano Howard Stern, che qualche anno fa scandalizzò l’America col suo linguaggio esplicito e volgare, almeno secondo la morale comune. In un’intervista recente il Crux, come lo chiamano i suoi fan, ha detto: “Non mi riascolto mai, per me il passato è tutto da buttare”. Chi lo odia chiama in diretta per insultarlo, “una delle godurie più intense della giornata”. Passa le notti a guardare football americano, e l’estate cercando rifugi solitari in montagna. Alla sua morte vorrebbe un solo epitaffio sulla tomba: “Creò la trasmissione più folle d’Italia”.
La scorta di Enrico – Berlinguer e i suoi uomini: una storia di popolo
I protagonisti di questa storia vengono dalla resistenza: al fascismo, alla violenza, alla fame. Hanno percorso vie diverse: dal- le montagne partigiane alle ca- tene di montaggio. Sono arrivati a una medesima destinazione: il Partito comunista italiano. Che a un certo punto delle loro vite si incarna nella figura di un uomo: Enrico Berlinguer. Questa è la loro storia, intrecciata a quella del loro leader. È fatta di tante vicende pubbliche – dalla pri- mavera di Praga al golpe cileno, dalla rottura con Mosca all’attentato di Sofia. Racconta gli anni al servizio di una missione, per il partito e per il paese, che univa le famiglie di Berlinguer e dei suoi uomini in una paura fin troppo concreta, come dimostra il tragico destino di Moro e della sua scorta.
E si allarga nella foto di gruppo di un popolo che nella stagione breve e folgorante di Berlinguer visse la propria appartenenza politica con un’intensità forse mai più raggiunta. “Non c’è apologia, e nemmeno agiografia in questo racconto: solo un’asciutta e preziosa esattezza, in cui la normalità di quella classe dirigente, rispetto alla irresponsabile follia di quella presente, sembra davvero un bene rifugio”, scrive Luca Telese. “Quello emesso dalla scorta di Berlinguer non è il sospiro nostalgico per un passato che non tornerà mai: è il seme di una sto- ria che oggi può far nascere nuo- vi frutti con il suo esempio. Una, dieci, mille, scelte di vita”.
Il festival I Pirati della Bellezza
Viterbo – Quest’anno il festival I Pirati della Bellezza è dedicato al grande rivoluzionario e poeta José Martí. Ed è dedicato ai diritti. Si terrà dal 17 al 29 ottobre nella sala conferenze di Unidustria a Valle Faul. Ospiti: Toni Capuozzo, Luca Telese, Aldo Cazzullo, Giuseppe Cruciani, Pino Arlacchi, Vladimir Luxuria, Pietro Grasso, Enrico Mentana. Torna anche Il libro sospeso, ma quest’anno regaleremo non più 40 libri, ma 50 libri dell’autore e ospite.

I pirati della bellezza: Toni Capuozzo, Luca Telese, Aldo Cazzullo, Giuseppe Cruciani, Pino Arlacchi, Vladimir Luxuria, Pietro Grasso, Enrico Mentana
Diversi gli eventi speciali: dal reading, un vero spettacolo, di Cazzullo all’incontro a un mese dalle elezioni con Mentana; da Capuozzo che parlerà di guerra in Ucraina, e quindi di diritti dei popoli, a Luxuria che, ricollegandosi al Lazio Pride viterbese, racconterà i diritti Lgbt. Una serie di 8 incontri che si spalmeranno su due settimane. Una occasione per fare il punto sullo stato di diritto e sui diritti. Nonostante la morte della politica, vogliamo continuare a parlare di diritti. Proprio in questo momento. Gli incontri verranno pubblicati dal sito di Radio radicale.
Il festival non ha alcun finanziamento pubblico, è una iniziativa libera che vive grazie ai privati che la sostengono.
Pubblichiamo la presentazione del festival.
– Il programma nel dettaglio – L’evento su Facebook
Cultivo la rosa blanca…
Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma
Y antes de morirme quiero
Echar mis versos del alma
José Martí – Versos Sencillos – 1891
Morire in battaglia è il sogno magnifico di ogni grande poeta e rivoluzionario. E i diritti dei popoli e degli uomini, qui e ora, sono la poesia del rivoluzionario, del poeta José Martí, che in battaglia morì.
I diritti sono la bellezza del rivoluzionario perché tra poesia, bellezza e diritti non c’è differenza. Sono la stessa cosa.
La seconda edizione dei Pirati della Bellezza – festival della parola, del pensiero e dei diritti sarà dedicata ai diritti perché Viterbo deve diventare la città dei diritti. E allora come non ricordare il poeta, giornalista, pittore, filosofo e rivoluzionario indipendentista cubano José Martí?
A José Martí e alla difesa dei diritti è dedicata questa edizione dei Pirati della bellezza. I diritti che Martí in Versos Sencillos poetizza in modo romantico e lirico, tanto che alcune strofe sono diventate una delle canzoni più famose al mondo: Guantanamera.
Come non ricordare i versi indimenticabili e suggestivi della mitica canzone: “Con los pobres de la tierra/Quiero yo mi suerte echar.
Con i poveri della terra/voglio condividere la mia sorte”.
“Cultivo la rosa blanca/en junio como en enero/para el amigo sincero/que me da su mano franca /Y para el cruel que me arranca/el corazón con que vivo/ cardo ni ortiga cultivo/Cultivo la rosa blanca.
Coltivo una rosa bianca/a giugno come a gennaio/per l’amico sincero/che mi dà la sua mano franca/E per chi mi strappa/il cuore che mi fa vivere/non coltivo né cardo né ortica/Coltivo una rosa bianca”.
GLI EVENTI SARANNO SEGUITI
E PUBBLICATI DA RADIORADICALE.IT
Ecco noi coltiviamo la rosa bianca. Piantiamo la rosa bianca su tutto l’altopiano, perché noi sappiamo la bellezza. Sappiamo i diritti, sappiamo la poesia rivoluzionaria. Sappiamo la battaglia, ma anche la magnanimità e la pietas. E allora coltiviamo la rosa bianca anche per il nostro nemico. Soprattutto per il nostro nemico. Coltiviamo i diritti a iniziare da quelli del nostro avversario per crudele che sia e sia stato. Per crudele che continui ad essere. Questo ci differenzia da lui. Questo ci farà convincere. Ci farà vincere insieme. Come ci ha insegnato Cristo, Socrate, Kant, Gandhi e Martin Luther King. Ma pure Nelson Mandela che una volta al potere lavorò per pacificare la sua nazione. E non cercò l’inutile vendetta. La sua vendetta è stata il diritto. La magnanimità. Appunto.
Pino Arlacchi – 25 ottobre – segnala la tua partecipazione
E José Martí è, per queste ragioni – la difesa dei diritti del suo popolo, la lotta al razzismo, la rivendicazione orgogliosa e maestosa dell’indipendenza – è il nostro eroe. Ma lo è anche per suo umanissimo umanesimo che gli fa scrivere frasi in cui tutti noi ci riconosciamo: “I veli della vita cadono a poco a poco, e quando si conosce e rifugge la verbosità inutile, si recupera una sorta di ingenuità del cuore, che negli uomini sensibili, e che siano passati attraverso il dolore, si riflette nella maturità degli anni, nella semplicità della poesia”. Una sorta di poetica del dolore che ci fa tornare bambini. Come Francesco. E solo un rivoluzionario autentico come Martí può dire parole che sono vita e bellezza come queste. E ancora una volta le parole sono tutto.
Carlo Galeotti
Vladimir Luxuria – 26 ottobre – segnala la tua partecipazione
José Julián Martí Pérez
José Julián Pérez fu un rivoluzionario del movimento per l’indipendenza cubana, fu anche scrittore, poeta, pittore e filosofo. Nacque all’Avana il 28 gennaio del 1853, nell’allora Cuba spagnola. A sedici anni fondò e diresse La Patria Libre, giornale su cui pubblicò il poema patriottico Abdala. Fu condannato nel 1869 a sei anni di fortezza con l’accusa di tradimento, ma la pena fu commutata nell’obbligo di trasferirsi in Spagna dove continuò gli studi di diritto. Conseguì la laurea in giurisprudenza e in filosofia e lettere. Si trasferì poi in Francia, in Messico e in Guatemala dove nel 1877 ottenne la cattedra di diritto politico.
Rientrato a Cuba fu nuovamente deportato in Spagna per la sua attività politica a favore dell’indipendenza. Si stabilì a New York nel 1880, dove fu corrispondente di diversi giornali latino-americani e ricoprì il ruolo di console aggiunto per il Paraguay, l’Uruguay e l’Argentina.
Nel 1882 pubblicò Ismaelillo (soprannome del figlio José Francisco) e nel 1891 Versos Sencillos (Versi semplici), raccolte di poesie che riguardavano gli affetti, le inquietudini, le melanconie della sua vita e della sua terra. Un modo moderno e innovativo di scrivere versi che si può evincere dalle sue stesse parole: “La poesia deve avere le sue radici nella terra e deve basarsi su fatti reali”.
Uno dei poemi dei Versi semplici fu tempo dopo trasposto in musica in Guantanamera, che è diventata la canzone cubana più famosa.
Nel 1892 fondò il Partito rivoluzionario cubano e Patria, il suo organo di stampa.
Nel 1895 tornò a Cuba dove morì il 19 maggio a Boca de Dos Rios, durante una battaglia dell’insurrezione antispagnola. L’aeroporto dell’Avana lo celebra portando il suo nome.
Laura Ognibene
DIO È UN LIBRO…
Un Libro sospeso per la libertà e la creatività
I Pirati della Bellezza – festival della parola, del pensiero e dei diritti, regala una copia di ogni libro in presentazione a 50 partecipanti a ciascun evento. Grazie a Vitauto, Menichelli 1912, We-Com, DM Ecologia, Aquilani Pronto Pools, Vestri e Coldiretti Viterbo.

Carlo Galeotti con Pietro Grasso – 27 ottobre – segnala la tua partecipazione
Un libro sospeso è come regalare un canestro di bellezza, intelligenza e incanto…
Per la prima volta un festival di libri regala libri. I Pirati della Bellezza regala libri. Un libro è un mondo di idee, di fatti e di racconti che educa alla libertà e alla fantasia. Nella storia c’è stato chi ha bruciato libri, chi li ha messi all’indice, chi li ha disprezzati e calpestati. Noi pensiamo che i libri siano portatori, sani o malati, del virus della libertà e della creatività. Sono capaci di farci scoprire mondi, inferni, paradisi mai visti. Sono capaci di farci vivere milioni di vite che non avremmo mai vissuto. Milioni di avventure. Milioni di piaceri e dolori. Un libro è capace di narrare perfino piaceri e dolori inenarrabili. Un libro, in buona sostanza, è capace di descrivere ciò che non è descrivibile. E subito dopo ci permette di dormire sotto le rassicuranti coperte del nostro piccolo letto. Cento pagine di carta stampata sono in grado di parlarci di Dio e dell’infinito. Di massacri e resurrezioni. Senza infingimenti, senza falsi timori di inadeguatezza. E allo stesso tempo ci spiegano che “ci sono più cose in cielo e in terra di quanto ne possa sognare la nostra filosofia”. Per dirla tutta: Dio, se esiste, non può non essere un libro…
Enrico Mentana – 29 ottobre – segnala la tua partecipazione
Un meraviglioso libro di luce e di tenebre, ovviamente.
Noi intanto, per non saper né leggere né scrivere, regaliamo libri. E lo facciamo nello spirito di una grande capitale della cultura europea: Napoli. Dove nei bar è tradizione lasciare un “caffè sospeso” per un prossimo avventore. Come dire un piccolo dono a uno sconosciuto che crea un legame nel segno della comune umanità e nel segno della gentilezza. Valore ormai desueto e antico.
I Pirati della Bellezza è reso possibile grazie al contributo di
Fondazione Carivit – Ance – Wecom – Unindustria
Famiglia Cotarella – Fondazione Cotarella – Terme dei Papi – Immobiliare Viterbo – Saggini Costruzioni – Elenora Bonucci – Cr Project – Belli Impianti Tecnologici – Centrauto – Elfidea – Vestri – Ecologia Viterbo – Merlani Costruzioni – DM Ecologia – Banca di Viterbo – Cna – Coldiretti – Confartigianato – Confagricoltura – Confcooperative
Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – Panta Cz
Radio Radicale – Tusciaweb
COME ARRIVARE A VITERBO
IN MACCHINA
Se si arriva da Roma, ci sono treni quasi ogni ora. Se invece si arriva da altre parti d’Italia va considerata la stazione di Orte e da lì i collegamenti verso Viterbo. Viterbo dispone di due stazioni ferroviarie cittadine. Entrambe sono poco al di fuori delle mura, servendo in maniera strategica sia la città nuova che la vecchia.
Le stazioni prendono il nome dalla porta più vicina a ognuna, Viterbo porta Romana e Viterbo porta Fiorentina.
IN BUS
Diverse sono le soluzioni per arrivare a Viterbo con un autobus.
Il servizio linee COTRAL collega Viterbo con l’aeroporto di Roma – Fiumicino (FCO), l’aeroporto di Roma – Ciampino (CIA) e con numerose altre località.









