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Viterbo – (sil.co.) – Avvocati aggrediti in tribunale, il consiglio dell’ordine della provincia di Viterbo esprime la massima solidarietà ai legali Vincenzo Dionisi e Remigio Sicilia, “vittime di distinte aggressioni subite a causa ed in occasione dell’esercizio dell’attività professionale”.
“Gli ultimi eventi, di cui tutti siamo testimoni si legge in una nota – sono purtroppo frutto della percezione, del tutto distorta, che alcuni hanno del ruolo dell’avvocato, troppo spesso associato al proprio assistito ed alle vicende personali di quest’ultimo, dimentichi della funzione sociale del difensore e del suo ruolo tecnico, essenziale ed imprescindibile nella tutela dei diritti dei cittadini”.
“Non essendo ammissibile né giustificabile alcuna forma di aggressione fisica o verbale nei confronti dei colleghi, il consiglio dell’ordine di Viterbo condanna fermamente detti episodi ribadendo la propria vicinanza agli stimati colleghi”.
L’ultimo episodio risale a venerdì 14 ottobre quando l’avvocato Vincenzo Dionisi e lo psicoterapeuta Fabio Tofi, testimone nel processo in cui l’aggressore è sia imputato che parte offesa, sono stati minacciati da un 28enne dichiarato nel 2017 incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso.
Stessa sorte è toccata all’avvocato Remigio Sicilia, difensore di parte civile in un processo in cui è coinvolta come parte offesa, una minore. Nel suo caso, per ben due volte, nel giro degli ultimi mesi, uno degli imputati, nonno della piccola, ha aggredito violentemente il legale, per fortuna solo verbalmente, in quanto è stato provvidenzialmente “trattenuto”, mentre continuava a dare in escandescenze sia dentro che fuori il palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino.
Tutti hanno sporto denuncia. “Spero che qualcuno pensi di fare un protocollo per soggetti simili, già dichiarati incapaci di intendere e di volere nonché socialmente pericolosi, che entrano in luoghi pubblici”, ribadisce Dionisi, ricordando fatti analoghi sfociati in tragedie in altri tribunali italiani.
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