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“La crescita si è arrestata e c’è il rischio che si trasformi in recessione”

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Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Cisl di Viterbo, insieme alle categorie che operano sul territorio, vogliono denunciare le difficoltà che il mondo del lavoro, i pensionati e i cittadini tutti hanno cominciato ad affrontare in questa fine estate e che rischiano, nel prossimo autunno, a non riuscire più a contrastare.

Dopo due anni di pandemia si stava diffondendo nel territorio un discreto ottimismo scaturito da una ripresa economica forte e costante. La crescita purtroppo si è arrestata; molto grande il rischio che si trasformi in recessione vera e propria.

La guerra in Ucraina, il costo delle materie prime, soprattutto quelle energetiche, una speculazione senza scrupoli, le partite sullo scacchiere della geopolitica, i cambiamenti climatici, la mancanza in passato di fare scelte lungimiranti stanno mettendo in seria difficoltà ogni Paese europeo. L’Italia sconta anche un debito enorme che non fa che aggravare la situazione. Il nostro territorio, già in difficoltà dopo la crisi economica del 2008, non strutturalmente attrezzato per affrontare le nuove sfide, rischia di soccombere sotto l’esponenziale aumento dei costi, soprattutto energetici.

Il distretto della ceramica a Civita Castellana aveva cominciato a sfidare le imprese internazionali del settore riuscendo a competere con ottimi risultati. Purtroppo, ora, sono moltissime le aziende che cominciano a spegnere i forni di cui necessitano a causa dell’elevatissimo costo del gas (fondamentale per la produzione di manufatti in ceramica). Mentre l’Europa è ancora lontana dallo stabilire un tetto al prezzo del gas, i lavoratori del settore chiedono allo stato e alla regione di intervenire, non per ricevere l’ennesima cassa integrazione ma per instaurare un fondo per calmierare le bollette destinate alle aziende energivore.
Anche gli alberghi, i bar, i ristoranti, le grandi catene di distribuzione, si trovano in seria difficoltà.

Dopo un’estate finalmente positiva rischiano di affrontare l’autunno a serrande abbassate. Molte di queste realtà hanno avuto bollette energetiche di luglio e agosto 2022 quintuplicate rispetto agli stessi mesi del 2021. Quando gli incassi dei mesi autunnali caleranno ai valori tipici del periodo potrebbero non avere altra scelta che chiudere: non avrebbero più convenienza a rimanere aperti, l’incasso non coprirebbe il costo dell’energia necessaria. L’inflazione che si sta registrano è figlia anche di questa situazione: molti imprenditori sono costretti ad alzare i prezzi di ogni bene per contrastare il caro materie prime.

La drammaticità di questa situazione la si trova in ogni settore produttivo e si riversa inequivocabilmente su tutti i cittadini, lavoratori e pensionati che vedono il costo delle loro utenze domestiche crescere e l’inflazione (la tassa che colpisce maggiormente i più deboli) aumentare il prezzo della propria spesa.

Il nostro territorio ha le potenzialità per farcela anche in questa circostanza ma, in attesa di provvedimenti nazionali ed europei, si devono iniziare a mettere in pratica quelle soluzioni che, a nostro avviso, possono invertire la rotta nonostante questa serie di congiunture internazionali. Molte di queste soluzioni sono state illustrate nel Piano per il rilancio del territorio, che le organizzazioni sindacali, in collaborazione con le associazioni datoriali, la Camera di commercio, l’università della Tuscia, il comune e la provincia di Viterbo hanno presentato nel 2019: metterlo in pratica, per il nostro territorio, vorrebbe dire affrontare il futuro in modo più sereno.

Fortunato Mannino
Segretario generale Cisl Viterbo


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