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Orte – (a.c.) – Ricorso al presidente della repubblica per sollevare il quesito di legittimità costituzionale sulla norma che, all’atto pratico, ha imposto il trasferimento del servizio idrico in Talete a tutti i comuni della provincia di Viterbo. Questa è la strada che l’ex sindaco di Orte, oggi consigliere comunale di minoranza, Angelo Giuliani, suggerisce “a tutti i comuni che sono stati commissariati dalla regione”.
Giuliani e il suo collega del gruppo di Orizzonte comune Daniele Proietti hanno già effettuato il ricorso, muovendosi su un doppio binario. Da un lato un presunto “eccesso di potere” dell’Ato Lazio 1, che si sarebbe “sottratto volutamente alle richieste di accertamento dell’esistenza dei requisiti della gestione autonoma del servizio idrico del comune di Orte”. Dall’altro, appunto, l’eccezione d’incostituzionalità sul comma 2 ter dell’articolo 147 del decreto legislativo 152 del 2006.
“Un comma – spiega Giuliani – che è entrato in vigore solo a gennaio 2022 e che, di fatto, ha autorizzato il trasferimento del servizio idrico al gestore unico anche nel caso in cui l’Ato non si fosse ancora espresso sull’esistenza dei requisiti per il mantenimento del servizio in autonomia da parte del comune”.
“La regione Lazio ha basato il suo decreto di commissariamento su questa norma, che però è ambigua e di fatto ha impedito ai comuni che ritenevano di avere il diritto di restare autonomi di ottenere le dovute verifiche” è la tesi dell’ex sindaco. Che aggiunge: “I governi d’ambito, di fatto, hanno potuto ottenere la gestione dei servizi idrici anche sottraendosi ai loro doveri. Com’è stato nel caso di Orte”.
Da qui l’idea del ricorso al presidente della repubblica e il dubbio sulla costituzionalità del comma. “Io e Proietti ci siamo pagati il ricorso a spese nostre – precisa Giuliani – proprio perché crediamo che sia una strada degna di essere seguita”. Poi l’appello alle altre amministrazioni comunali commissariate: “Se venisse riconosciuta l’incostituzionalità della legge, potrebbe rimettersi in discussione tutto. Secondo me un appello di tanti comuni messi insieme al presidente della Repubblica darebbe molta più forza alla nostra voce, spero che ci sia unità d’intenti in questo”.
