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“Le parrocchie della Tuscia devono impegnarsi contro il deposito nucleare”

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Viterbo – “Anche le parrocchie della Tuscia devono impegnarsi contro il deposito di scorie nucleari e rifiuti radioattivi”. A chiederlo è don Franco Magalotti, storico esponente del movimento che tra gli anni ’70 e ’80 portò al referendum che disse No – un No ribadito anche anni dopo con un’altra consultazione referendaria – all’energia nucleare e alla centrale che doveva essere realizzata a Montalto di Castro. Nella piana di fronte, così come nei paesi attorno, in quegli anni è stata combattuta una battaglia che, con la partecipazione dei territori, cambiò le linee di sviluppo energetico in Italia.


Don Franco Magalotti

Don Franco Magalotti


Oggi invece la questione non è più la centrale, ma il deposito nucleare che potrebbe essere realizzato nel Viterbese. All’inizio di gennaio del 2021, Sogin pubblica la Cnapi, la carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare la struttura, accompagnata da un parco tecnologico. In tutto il paese vengono individuati 67 siti. Di questi, 22 si trovano nella Tuscia. Siti che poi la provincia di Viterbo, nonostante la massiccia opposizione di tutte le istituzioni e realtà associative del territorio in sede di seminario nazionale, ha visto confermati per intero nella carta nazione dei siti non più “potenzialmente”, ma pienamente idonei ad ospitare il deposito. 22 siti solo nella Tuscia, tra la Maremma e i monti Cimini. Ventidue su 58 a livello nazionale. 9 sono stati infatti depennati.  Adesso la palla passa al governo che dovrà scegliere l’area che ospiterà scorie nucleari e rifiuti radioattivi. Entro il 2023. E la Tuscia, quanto meno per una questione di numeri, è in pole position.


Deposito nucleare - La mappa delle aree idonee

Deposito nucleare – La mappa delle aree idonee


“Ormai ci trattano da bestie – ha detto don Franco, 80 anni appena compiuti -. Le scorie nucleari durano millenni e l’impianto proposto è in superficie, quando invece scorie ad alta attività dovrebbero stare in un deposito geologico, a centinaia di metri di profondità. A Viterbo vorrebbero solo monnezza, quando invece servirebbe assolutamente migliorare i collegamenti con Roma e il resto d’Italia. Servirebbe promuovere il territorio e le sue ricchezze e portare più turisti. Sono decenni che lo promettono, ma nessuno lo fa”.


Valentano - Don Franco Magalotti

Don Franco Magalotti


“Contro il deposito – ha poi aggiunto don Franco – devono impegnarsi anche le parrocchie, a partire dagli insegnamenti di San Francesco. Il Cantico delle creature è un invito a una scelta ecologica e ambientale. Non basta recitarlo, bisogna prendere posizione”.


Deposito scorie radioattive - Le aree idonee nel Viterbese

Deposito scorie radioattive – Le aree idonee nel Viterbese


Come negli anni ’70 contro il nucleare in Italia? “Sì – risponde don Franco Magalotti -. All’epoca organizzammo la battaglia contro il nucleare e abbiamo vinto. C’erano comitati ovunque, che si muovevano costantemente sul territorio. Contro l’ipotesi di deposito nucleare nella Tuscia, bisogna protestare intensamente, non limitarsi soltanto alle conferenze. Bisogna scendere in piazza, con la partecipazione di tutti”.

Daniele Camilli


Documenti: La mappa dei siti idonei alla realizzazione del deposito nazionale (Cnai) – Gli atti conclusivi del seminario nazionaleLe aree della Tuscia idonee alla costruzione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi e nucleari – Quattordici comuni e oltre 7 mila ettari coinvolti, le aree della Tuscia idonee per il deposito nazionale


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