- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

L’omicidio di Salvatore Bramucci rinviato per ben due volte, i killer “bloccati” il 5 e 6 agosto

Condividi la notizia:

Omicidio Bramucci - Sabrina Bacchio, Costantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

Omicidio Bramucci – Sabrina Bacchio, Costantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Soriano nel Cimino – Nessun dubbio sulla premeditazione dell’omicidio di Salvatore Bramucci. La novità è che il delitto, secondo quanto emerso, è stato rinviato due volte in due giorni, venerdì 5 e sabato 6 agosto, per essere poi portato a termine il terzo giorno, domenica 7 agosto. 

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri coordinati dal pm Massimiliano Siddi, inizialmente il gruppo di fuoco sarebbe dovuto entrare in azione, in contrada Madonna di Loreto, la mattina di venerdì 5 agosto. La prevista esecuzione sarebbe però slittata al giorno successivo, la mattina di sabato 6 agosto, quando sarebbe saltata ancora a causa di un ulteriore imprevisto.

Il commando armato, come è noto, ha infine portato a compimento l’omicidio alle 8.20 del mattino di domenica 7 agosto, quando il pregiudicato 58enne Salvatore Bramucci è stato colpito, mentre stava in macchina, da cinque dei sei colpi di pistola sparati per ucciderlo.

Sul posto tre sicari venuti da Roma, due dei quali arrestati il 13 settembre e il presunto terzo invece tuttora indagato a piede libero, giunti sul posto con una Smart bianca a noleggio e una Giulietta grigia rubata. Hanno teso l’agguato mortale a Bramucci in una zona di campagna mentre, come faceva ogni giorno alla stessa ora, la vittima andava a buttare gli escrementi dei suoi cani. 

Il delitto sarebbe stato messo a punto con la supervisione della cognata di Bramucci, Sabrina Bacchio, 48 anni. residente a Guidonia col compagno 32enne d’origine romena, anche lui indagato a piede libero, che forse era presente sulla scena del crimine la mattina del 7 agosto. A lei avrebbe fatto riferimento uno dei due presunti sicari arrestati il 13 settembre, Tonino Bacci, il quale a sua volta avrebbe reperito gli altri due, Lucio la Pietra, anche lui arrestato, e Alessio Pizzuti, il cui nome ricorre nella fase della pianificazione.


Soriano nel Cimino - Contrada Madonna di Loreto - Nel riquadro Salvatore Bramucci

Contrada Madonna di Loreto – Il luogo dove Salvatore Bramucci (nel riquadro) è stato ucciso


Primi indizi “il motore per mia suocera”, 17 luglio

Negli ultimi tempi avrebbe avuto rapporti stretti con Tonino Bacci, la cognata della vittima Sabrina Bacchio, la quale, lo scorso 13 settembre, il giorno stesso dell’arresto dei due presunti killer, sarebbe corsa a riferire spontaneamente agli investigatori che Bacci nell’ultimo periodo le avrebbe chiesto ripetutamente notizie sulle abitudini di vita di Bramucci, tra l’altro sugli orari in cui il cognato usciva in permesso dagli arresti domiciliari.

Peccato che gli inquirenti avessero già trovato pesanti indizi sul suo conto. Lei stessa, già il 17 luglio, in riferimento alla presunta pianificazione dell’omicidio, scriveva in un messaggio a Bacci: “Nino, mi fai sapere per il motore per mia suocera, calcola che non esce più alle 9 ma alle 8. Capito? Per organizzarmi”. Secondo gli inquirenti con evidente riferimento al Bramucci. Quest’ultimo autorizzato dal magistrato di sorveglianza il giorno prima, 16 luglio, ad anticipare dalle ore 9 alle 8 l’uscita dal domicilio coatto. 


Bacci sui “due mongoloidi che nun se sanno move”, 25 luglio
Bacci preannuncia al telefono alla cognata di Bramucci che alle 18 si sarebbe recato con due individui nella casa di Guidonia – dove lei lo stava aspettando col compagno 32enne romeno Costantin Dan Pomirleanu, indagato a piede libero e sottoposto a test del Dna, secondo gli investigatori per discutere le modalità dell’agguato. “Me devi aspetta’ – le dice – perché io ho staccato da lavora’ mò e devo anda’ a pia’ quel mongoloidi e devo ritorna’ a Torre di Nona e devo ritorna’ quasi a casa a pia’ quell’altro, perché qua so’ tutti mongoloidi, hai capito? Nun se sanno move, li mortacci loro… vabbè, io per le sei so’ da te”. Quando arrivano, “stamo qua sotto”, la Bacchio si raccomanda con Bacci di posare i telefonini. Proprio dall’analisi del traffico telefonico, i carabinieri coordinati dal pm Massimiliano Siddi sono risaliti a Alessio Pizzuti (il terzo indagato a piede libero) e Lucio La Pietra.


Tutti pronti “andassimo a ammazza’”, 30 luglio 
Venerdì 29 luglio Bacci comunica alla Bacchio di avere malmenato Pizzuti, “l’ho massacrato”. Il giorno dopo, sabato 30 luglio, contatta la Bacchio per comunicarle che il gruppo di fuoco era pronto ad agire.”Sabrì, come stai? Noi siamo tutti in preparazione, eh!!”. In sottofondo la pg dava atto che “si sente una voce maschile che afferma “andassimo a ammazza’”, frase questa che per l’accusa inequivocabilmente metterebbe in luce che la “preparazione” cui faceva riferimento il Bacci era inerente all’agguato mortale al Bramucci.


Delitto rinviato due volte, il 5 e 6 agosto
Martedì 2 agosto la Bacchio, sempre lei, chiede contezza a Bacci sullo stato di preparazione dell’agguato. Lei:”Come stiamo messi?”. Lui: “Siamo messi a Smart, dopo vado a vede’ sta Smart, dopo ci passo de là stasera e ce vado sum sistemiamo tutto penso e giovedì mattina siamo là”. Dopo l’ormai noto sopralluogo a Soriano, per l’appunto di giovedì 4 agosto, venerdì 5 agosto Bacci telefona alla Bacchio per dirle di avere avuto un contrattempo: “E’ successo un imprevisto, però sto a cerca’ de organizzamme per domani”. Ma sabato 6 agosto un altro imprevisto avrebbe impedito nuovamente di portare a termine il programmato agguato:”Oggi non posso andare a cambiare il motore, vado domani”. Bramucci è stato poi assassinato la mattina di domenica 7 agosto.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: