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Viterbo – Viterbo ricorda Luigi Petroselli. A 41 anni dalla sua morte, il 7 ottobre 1981, la città si stringe attorno alla figura del politico e alla sua famiglia.
La commemorazione questa mattina, al cimitero San Lazzaro, di fronte alla tomba dove è sepolto. Presenti le cariche istituzionali della città, tra cui il consigliere comunale Umberto di Fusco, capo di gabinetto della sindaca Frontini, il consigliere regionale Enrico Panunzi e il vice presidente della provincia Pietro Nocchi.
“Siamo davanti a una persona che è entrata nelle pagine della storia – ha iniziato così la cerimonia il consigliere comunale Di Fusco -. Luigi Petroselli è stato un rappresentante di ideali, di modi di fare che ai giorni d’oggi sembra quasi stiano scomparendo.
Il mio appello a tutti è di cercare disperatamente di dare un senso di continuità al pensiero e al modo di agire di una persona grande come Luigi”.
Panunzi, come lui stesso ha ricordato, sono anni che la mattina del 7 si reca sulla tomba di Petroselli: “Sia come cittadino, sia per le cariche istituzionali che ho ricoperto nl tempo. In queste occasioni corriamo il rischio d’individuare cerimonie e percorsi già visti. Questo rischio non lo possiamo correre. Come diceva Manzoni, la verità è come la storia, va ripetuta per essere affermata.
La verità e la storia devono essere proiettate verso il futuro. È compito nostro ricordare questa figura e proiettarla nella situazione contingente – ha continuato Panunzi – ma soprattutto in quella futura”.
A rappresentare la provincia, il vicepresidente Pietro Nocchi: “Siamo qui per raccontare la storia di chi con la verità dei fatti ha lottato muro contro muro per tutte le ingiustizie, per la vicinanza ai più poveri e fragili. Questo è l’esempio che Luigi Petroselli ci ha lasciato e che è ancora vivo nelle nostre comunità.
Come sindaco e vice rappresentante della provincia dei 60 comuni della Tuscia – ha proseguito Pietro Nocchi – oggi per noi è un momento di ricordo, ma anche un momento in cui sono indicate linee verso il futuro. Si deve partire da chi come Luigi Petroselli ha piantato radici forti e solide e continuare ad annaffiarle tutti i giorni, affinché crescano”.
Petroselli, nato a Viterbo nel 1932, è stato uno dei dirigenti politici più importanti nella storia del Partito comunista e della repubblica italiana. Nel 1979, e fino alla morte, è stato sindaco di Roma. Il primo sindaco comunista della capitale.
Morì nel 1981 a causa di un malore improvviso, dopo aver tenuto un discorso al comitato centrale del partito in via delle Botteghe Oscure. Il suo ricordo, a distanza di 41 anni da quel drammatico giorno, non si è mai spento.



