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Vetralla – (sil.co.) – Inchiesta rifiuti Regione Lazio, è entrato nel vivo ieri con l’ascolto dei primi tre testimoni dell’accusa, davanti al secondo collegio del tribunale di Roma, il processo a Flaminia Tosini e Valter Lozza.
L’udienza si è tenuta nel tardo pomeriggio. Al centro della vicenda che ha portato all’arresto della dirigente regionale Flaminia Tosini e dell’imprenditore Valter Lozza c’è il rilascio dell’autorizzazione a favore della società di quest’ultimo per la realizzazione della nuova discarica di rifiuti solidi urbani di Roma, la cosiddetta Malagrotta bis, nell’ex cava in località Monte Carnevale.
Nel frattempo è passato oltre un anno e mezzo da quando, il 16 marzo 2021, la ex dirigente politiche ambientali e gestione rifiuti della Regione Lazio è finita agli arresti domiciliari assieme all’imprenditore Valter Lozza, patron delle discariche di Civitavecchia e Roccasecca.
E’ la famosa inchiesta salita agli onori della cronaca come “rifiuti & gioielli”, in quanto Lozza avrebbe regalato alla Tosini, in cambio delle sue attenzioni nei confronti delle sue attività imprenditoriali, viaggi e vacanze in luoghi esotici, borse firmate e preziosi acquistati nelle gioiellerie più chic della capitale.
Anche se per sentire i primi testimoni c’è poi voluto un anno, il processo col giudizio immediato si è aperto in tempi brevi, il 20 ottobre 2021 davanti al tribunale di Roma, cui gli imputati devono rispondere di corruzione e turbativa.
Tosini è assistita dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Ariana Morelli mentre Lozza è difeso dall’avvocato romano Cesare Placanica.
Sia l’accusa che la difesa hanno chiesto la trascrizione delle intercettazioni ritenute utili al dibattimento che riprenderà a gennaio per sentire ulteriori testimoni dell’accusa.
