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Megaliti di Santa Susanna, presentato il sito archeologico

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Civita Castellana - Anacleto Antonelli, Stefano Cavalieri, Luca Giampieri e Tatiana Melaragni

Civita Castellana – Anacleto Antonelli, Stefano Cavalieri, Luca Giampieri e Tatiana Melaragni

Civita Castellana - I presenti

Civita Castellana – I presenti

Civita Castellana - L'archeologa Tatiana Melaragni

Civita Castellana – L’archeologa Tatiana Melaragni

Civita Castellana – Nella sala consiliare sono stati presentati, alla presenza del sindaco Luca Giampieri, i Megaliti di Santa Susanna. Una scoperta casuale, avvenuta durante una delle tante passeggiate svolte nel territorio da Anacleto Antonelli, che si è avvalso dell’aiuto di Stefano Cavalieri, studioso di archeoastronomia, e dell’archeologa Tatiana Melaragni, per gli studi preliminari sul sito.

La struttura megalitica di Santa Susanna, così chiamata perché si trova vicino all’omonima chiesetta, archeologicamente parlando ciò che spicca sono i massi – dichiara l’archeologa Melaragni, illustrando ai presenti la scoperta – può essere datata all’età del Neolitico. In questo sito quelli visibili sono cinque, con una disposizione a semicerchio.

La prima cosa che notai, una volta arrivata, fu proprio il modo in cui erano disposti. I megaliti, parola che deriva dal greco e che significa grandi pietre, le cui caratteristiche sono quelle di monumenti senza la presenza di materiale quale il cemento ma recuperati direttamente sul terreno, avevano varie funzioni.

La disposizione non serviva soltanto per osservare il sole, ma anche per creare delle intercapedini, ovvero dei punti all’interno dei quali c’è un’elevata concentrazione di elettromagnetismo. I massi hanno tutti un particolare, ad esempio nel numero 3 c’è una nicchia, sulla quale stiamo ancora studiando, ed in alto presenta un reticolo idrico, cioè delle canaline scavate per poi far scorrere del liquido. C’è un altro masso che ha una nicchia, a forma ovoidale.

Ci sono anche dei puntatori, perché puntano nord/sud, o sud/nord, a seconda di come ci si posiziona.

Il sito di Santa Susanna è posizionato vicino al fiume Treia, e non è un caso. Le pietre, per come erano posizionate, potevano rappresentare anche dei percorsi sacri, vista l’importanza che rappresentava l’acqua, la linea di confine tra il mondo degli dei e quello terreno.

Vicino al sito ci sono altri due massi. In uno c’è una sorta di scalino, ed è chiaro che non si tratta di un intervento antropico, abbiamo pensato da subito ad un altare. Al centro c’è una grande nicchia, ed in alto c’è un piccolo foro. Lateralmente ci sono dei solchi”.

E’ prevista, a breve, anche una pubblicazione riguardante la scoperta.

Giusi De Novaro


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