Andrea Landolfi in tribunale dopo l’assoluzione in primo grado
Ronciglione – (sil.co.) – Morte di Maria Sestina Arcuri, al via oggi davanti alla corte d’assise d’appello di Roma, cui si sono rivolti sia l’accusa che la difesa, il processo di secondo grado a Andrea Landolfi, assolto in primo grado a luglio 2021 dall’accusa di omicidio volontario e omissione di soccorso.
La procura e i familiari della vittima sono ricorsi in appello per ottenere la condanna e i difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini per ottenere uno sconto ai 4 anni di pena inflitti in primo grado al pugile romano 33enne per lesioni aggravate alla nonna. Mirella Iezzi, come si ricorderà, è stata colpita con un pugno, che le ha fratturato tre costole, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, nella casa di via Papirio Serangeli a Ronciglione dove la coppia stava trascorrendo il weekend, con la nonna ottantenne e col figlioletto di lui che aveva 5 anni.
“L’assoluzione di Andrea Landolfi si basa su elementi tecnico-scientifici”, per Fabrizi e Gasperini. La procura, nel presentare ricorso, ha chiesto una ulteriore perizia sulla dinamica.
I familiari di Sestina – il papà Nicola Natale Arcuri, di 60 anni, la mamma Caterina Acciardi di 56, i fratelli Domenico e William, di 33 e 24 anni – secondo i quali la corte d’assise del tribunale di Viterbo ha sbagliato tutto, volevano l’ergastolo. Sono assistiti dall’avvocato Vincenzo Luccisano. Il pm Franco Pacifici aveva chiesto una condanna a 25 anni. Per la procura il movente del delitto è che la vittima, dopo una serie di litigi sull’argomento, aveva deciso di lasciare il 33enne a causa dell’alcol.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
