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Omicidio di Salvatore Bramucci, arrestata la cognata Sabrina Bacchio

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Omicidio Bramucci - I cognati Costantin Dan Pomirleanu e Sabrina Bacchio

Omicidio Bramucci – I cognati Costantin Dan Pomirleanu e Sabrina Bacchio


Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Omicidio di Salvatore Bramucci, arrestata la cognata Sabrina Bacchio, 48 anni, sorella della moglie della vittima e convivente da dieci anni del 32enne romeno, Costantin Dan Pomirleanu, sottoposto a test del Dna e indagato anche lui, a piede libero, per omicidio premeditato in concorso.

La misura di custodia cautelare, chiesta dal pm Massimiliano Siddi e disposta dalla gip Rita Cialoni, è stata eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo, con il supporto di quelli della compagnia di Tivoli, nel pomeriggio di ieri, sabato 22 ottobre, poco più di due mesi dopo l’esecuzione di domenica 7 agosto a Soriano nel Cimino di Bramucci e un mese dopo l’arresto del 13 settembre di due dei tre presunti sicari, Lucio La Pietra e Tonino Bacci, entrambi romani e entrambi 48enni. La donna da ieri si trova nel carcere romano di Rebibbia.

Salvatore Bramucci

Salvatore Bramucci


Sabrina Bacchio, che a marzo 2013 fu denunciata per furto dal cognato Salvatore Bramucci, sarebbe stata tradita dalle telefonate e dai messaggi scambiati fin dal 17 luglio con il killer Bacci, assieme al quale avrebbe pianificato l’assassinio del cognato Bramucci, pregiudicato e che stava finendo di scontare una condanna per estorsione e usura, cercando di riscuotere “crediti” per circa 50mila euro, meditando di trasferirsi alle isole Canarie con la figlia avuta dal primo matrimonio.

Il delitto sarebbe stato messo a punto con la supervisione della cognata di Bramucci, Sabrina Bacchio. A lei avrebbe fatto riferimento uno dei due presunti sicari arrestati il 13 settembre, Tonino Bacci, il quale a sua volta avrebbe reperito gli altri due, Lucio la Pietra, anche lui arrestato, e Alessio Pizzuti, il cui nome ricorre nella fase della pianificazione.

Sul  posto tre sicari venuti da Roma – tra cui Bacci e La Pietra – giunti sul posto con una Smart bianca a noleggio e una Giulietta grigia rubata. Hanno teso l’agguato mortale a Bramucci in una zona di campagna mentre, come faceva ogni giorno alla stessa ora, la vittima andava a buttare gli escrementi dei suoi cani. 

Negli ultimi tempi avrebbe avuto rapporti stretti con Tonino Bacci, la cognata della vittima Sabrina Bacchio, la quale, lo scorso 13 settembre, il giorno stesso dell’arresto dei due presunti killer, avrebbe riferito agli investigatori che Bacci nell’ultimo periodo le avrebbe chiesto ripetutamente notizie sulle abitudini di vita di Bramucci, tra l’altro sugli orari in cui il cognato usciva in permesso dagli arresti domiciliari.

Peccato che gli inquirenti avessero già trovato pesanti indizi sul suo conto. Lei stessa, già il 17 luglio, in riferimento alla presunta pianificazione dell’omicidio, scriveva in un messaggio a Bacci: “Nino, mi fai sapere per il motore per mia suocera, calcola che non esce più alle 9 ma alle 8. Capito? Per organizzarmi”. Secondo gli inquirenti con evidente riferimento al Bramucci. Quest’ultimo autorizzato dal magistrato di sorveglianza il giorno prima, 16 luglio, ad anticipare dalle ore 9 alle 8 l’uscita dal domicilio coatto. 

Sabato 30 luglio, Bacci contatta la Bacchio per comunicarle che il gruppo di fuoco era pronto ad agire.”Sabrì, come stai? Noi siamo tutti in preparazione, eh!!”. In sottofondo la pg dava atto che “si sente una voce maschile che afferma “andassimo a ammazza’”, frase questa che per l’accusa inequivocabilmente metterebbe in luce che la “preparazione” cui faceva riferimento il Bacci era inerente all’agguato mortale al Bramucci.

Martedì 2 agosto la Bacchio, sempre lei, chiede contezza a Bacci sullo stato di preparazione dell’agguato. Lei:”Come stiamo messi?”. Lui: “Siamo messi a Smart, dopo vado a vede’ sta Smart, dopo ci passo de là stasera e ce vado sum sistemiamo tutto penso e giovedì mattina siamo là”. Dopo l’ormai noto sopralluogo a Soriano, per l’appunto di giovedì 4 agosto, venerdì 5 agosto Bacci telefona alla Bacchio per dirle di avere avuto un contrattempo: “E’ successo un imprevisto, però sto a cerca’ de organizzamme per domani”. Ma sabato 6 agosto un altro imprevisto avrebbe impedito nuovamente di portare a termine il programmato agguato:”Oggi non posso andare a cambiare il motore, vado domani”. Bramucci è stato poi assassinato la mattina di domenica 7 agosto.


La nota dei carabinieri

Nel pomeriggio di sabato 22 ottobre 2022, i carabinieri del comando provinciale di Viterbo, con il supporto di quelli della compagnia di Tivoli (RM), hanno dato esecuzione ad una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip  del tribunale di Viterbo, su proposta della procura della Repubblica, nei confronti di una donna, ritenuta – in concorso con altre due persone, già sottoposte a provvedimento restrittivo – gravemente indiziata del delitto di omicidio volontario.

Si ricorderà che il 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino (VT), un uomo del posto, appena uscito dalla sua abitazione, veniva bloccato mentre si trovava alla guida della sua autovettura ed assassinato con diversi colpi di arma da fuoco.

Le indagini immediatamente avviate sotto il coordinamento della procura della repubblica di Viterbo mettevano subito in evidenza che l’azione delittuosa era il frutto di un agguato organizzato in ogni minimo dettaglio, preceduto anche da sopralluoghi nella zona teatro dell’omicidio.

Nella prima fase delle indagini si accertava che tre persone, a bordo di due autovetture, una delle quali risultata asportata alcuni mesi prima, avevano raggiunto la località rurale di Acquafredda-Basso della Campana, dove attendevano l’uscita dalla propria abitazione della vittima, gli bloccavano la strada e a distanza ravvicinata gli esplodevano sei colpi di arma da fuoco al capo e alla parte superiore del corpo, provocandone la morte immediatamente.

Le indagini consentivano lo scorso 13 settembre di dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due italiani, residenti nella periferia est della capitale, provvedimento tuttora in essere e, per uno di loro, confermato anche dal tribunale per il riesame di Roma.

Il successivo sviluppo investigativo ha permesso di accertare che il “gruppo di fuoco” si muoveva sulla base di precise indicazioni fornite da una donna che aveva preso parte alla pianificazione dell’azione omicidiaria fin dall’inizio della sua ideazione.

Gli elementi indiziari raccolti a carico della predetta sono stati ritenuti particolarmente gravi dal gip di Viterbo che, anche in ragione della sussistenza dell’esigenze cautelare, ha emesso il provvedimento restrittivo in questione.

La persona interessata dalla misura cautelare è stata associata presso la casa circondariale Rebibbia di Roma.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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