Pasquale Gaeta alias maestro Lino
Acquapendente – Il “santone” fa paura, un teste non si presenta e due chiedono le porte chiuse. E’ successo all’udienza di ieri del processo a Pasquale Gaeta, il 64enne d’origine napoletana “guru” della comunità Qneud (Questa non è una democrazia), chiamato dai discepoli maestro Lino.
Coppia si giustifica dicendo di temere l’accostamento col “giro di sette sataniche”. Certificato di malattia per il “fidanzato” che sarebbe dovuto venire scortato dai carabinieri.
A giudizio davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, su richiesta della pm Paola Conti, è imputato di esercizio abusivo della professione di psicologo, maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di due “adepte”, una delle quali parte civile in proprio, mentre per l’altra, una 28enne di Monza che ha sempre negato gli abusi, si è costituita la madre.
Ieri avrebbe dovuto essere sentito uno dei testimoni chiave dell’accusa, il giovane di Acquapendente frequentato dalla 28enne nell’estate 2018, motivo per cui sarebbe stata picchiata dal santone. Lo stesso giovane che con un messaggio avrebbe avvisato la madre Virginia Melissa Adamo che secondo lui la figlia era finita in un brutto giro. Ad altri testimoni, già ascoltati in aula, la ragazza avrebbe detto di avere interrotto la relazione perché quel flirt era stato un errore e lei doveva proseguire nel suo percorso di elevazione e purificazione che prevedeva anche di fare sesso “verticale” con Gaeta.
Il giovane, già mancato alle precedenti udienze, sarebbe dovuto venire in tribunale scortato dai carabinieri di Acquapendente, giunti invece in aula solo con un certificato di malattia che ne giustificava l’assenza, consegnato loro quando sono andati a prelevarlo a casa. A meno che nel frattempo il difensore Domenico Gorziglia non accetti di acquisire il verbale delle dichiarazioni a suo tempo rilasciate, è stato già disposto un nuovo accompagnamento coattivo per l’udienza del prossimo 15 marzo.
Non è il solo a essersi dimostrato “titubante” a testimoniare contro il maestro Lino. Si sono infatti regolarmente presentati al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, ma hanno chiesto di deporre a porte chiuse altri due testimoni.
Si tratta di una coppia del posto, che avrebbe avuto sicuramente contatti almeno con la presunta vittima 28enne di Gaeta. Prima della testimonianza, però, hanno chiesto di essere sentiti a porte chiuse, spiegando di avere timore di essere accostati in paese al “giro di sette sataniche” che secondo loro sarebbe emerso dal processo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
