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Sergio Saggini: “I pirati della bellezza arricchisce il territorio”

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Viterbo – “Il festival Pirati della bellezza arricchisce il territorio”. Intervista al presidente di Unindustria Viterbo Sergio Saggini. Il 17 ottobre inizia la seconda edizione del festival della parola e del pensiero ideato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Unindustria ha già ospitato e sostenuto il festival lo scorso anno. Quest’anno, di nuovo all’auditorium di Valle Faul dove si svolgeranno tutti gli incontri. Primo appuntamento, lunedì 17 ottobre alle 17, con Toni Capuozzo sulla guerra in Ucraina.

“Un festival che ha dato vita alla nostra sede – ha poi detto Saggini – mettendola al servizio della città. Unindustria ha nel proprio Dna sostenere iniziative che arricchiscono il territorio. E I pirati della bellezza è una di queste”.


Viterbo - Sergio Saggini

Viterbo – Il presidente di Unindustria Sergio Saggini


Perché Unindustria ha deciso di sostenere anche quest’anno il festival I pirati della bellezza?
“La scelta nasce a partire dal successo dello scorso anno che ha registrato sempre il tutto esaurito e l’auditorium pieno, in una fase dove ancora c’era l’emergenza Covid. Dopodiché è un festival che ha dato vita alla nostra sede mettendola al servizio della città. Unindustria ha nel proprio Dna sostenere iniziative che arricchiscono il territorio. E Pirati della bellezza è una di queste”.
 
E il territorio è anche cultura?
“L’attività economica, così come l’azione di un’organizzazione che rappresenta gli imprenditori, deve essere sempre mossa da una forte e concreta responsabilità sociale, legandosi al territorio. La cultura è il motore italiano in un contesto caratterizzato da un patrimonio enorme, non solo storico e artistico, ma anche intellettuale. Tuttavia la cultura va sostenuta, perché da sola non si paga. La cultura è la grande forza dell’Italia e della Tuscia. Non solo, ma volevamo anche che qualcosa delle imprese ritornasse al territorio. L’obiettivo di un’azienda è anche quello di far crescere il territorio che ha attorno. E farlo crescere significa anche sviluppare il dibattito culturale, portandolo fuori dai social network”.
 
Muovendo proprio da quello che sta dicendo, secondo lei qual è l’impatto sul territorio di un festival come I pirati della bellezza?
“L’impatto è innanzitutto nel mostrare un’immagine diversa di Viterbo. Una città che non è un contesto chiuso all’esterno e alle nuove idee. La risposta di Viterbo al festival è la testimonianza di tutto questo. Quindi la prima conseguenza del festival è l’apertura. I pirati della bellezza ha poi spostato l’attenzione su un dibattito culturale di alto livello, cosa importante per la città. Infine un suggerimento per la terza edizione”.
 
Quale?
“Valorizzare i giovani, spostare l’attenzione sulle nuove generazioni e il loro futuro, coinvolgendoli”.


Viterbo - Pirati della bellezza - La presentazione del libro di Giovanni Maria Flick

Viterbo – I pirati della bellezza – L’auditorium di Unindustria


Il festival I pirati della bellezza quest’anno ha cambiato format introducendo tutta una serie di novità che andranno ad impattare anche sull’immagine stessa dell’auditorium…
“Sì. Questa è la prima volta che all’interno dell’auditorium si fa un vero e proprio festival concentrato in due settimane. Da una parte questo favorirà innanzitutto un ricambio tra il pubblico aprendo a nuovi settori. E questo contribuirà notevolmente a far percepire gli industriali come soggetti attivi nella crescita del territorio e nel suo sviluppo culturale. Con il festival l’auditorium e la struttura di Unindustria a Valle Faul diventano un vero e proprio centro culturale”.
 
Il primo festival in Italia che propone il “Libro sospeso”, cioè libri in regalo prendendo spunto dal “caffè sospeso”. Quest’ anno all’inizio di ogni incontro ne verranno regalati 50. Che ruolo ha avuto il libro sospeso nel portare pubblico all’evento?
“Un ruolo importante. Il primo festival che regala libri è innanzitutto un incentivo a leggere e a farlo sempre di più. Un libro è qualcosa che si va a cercare. Se poi è un modo per contribuire a portare le persone a un evento, allora diventa anche un invito alla lettura e una promozione della stessa attraverso il confronto con l’autore e la possibilità di ascoltarlo dal vivo”.
 
Un festival che porta anche nomi importanti…
“Il nome che colpisce di più è quello di Mentana. C’è poi Grasso e diversi altri di altissimo livello. Figure di grande spicco che caratterizzavano anche la prima edizione dei Pirati della bellezza. Sonjo convinto che la risposta del territorio sarà eccellente”.
 
Che ne pensa invece dell’idea di fare di Viterbo una “città dei diritti” a partire proprio dal festival?
“Un’ottima cosa che apre la città al futuro e alle nuove generazioni che hanno già di suo una apertura mentale che a volte è sconosciuta alla nostra generazione”.

Daniele Camilli


Il festival I Pirati della Bellezza

Viterbo –  Quest’anno il festival I Pirati della Bellezza è dedicato al grande rivoluzionario e poeta José Martí. Ed è dedicato ai diritti. Si terrà dal 17 al 29 ottobre nella sala conferenze di Unidustria a Valle Faul. Ospiti: Toni Capuozzo, Luca Telese, Aldo Cazzullo, Giuseppe Cruciani, Pino Arlacchi, Vladimir Luxuria, Pietro Grasso, Enrico Mentana. Torna anche Il libro sospeso, ma quest’anno regaleremo non più 40 libri, ma 50 libri dell’autore e ospite. 

Tony Capuozzo

Toni Capuozzo  – 17 ottobre – segnala la tua partecipazione


Diversi gli eventi speciali: dal reading, un vero spettacolo, di Cazzullo all’incontro a un mese dalle elezioni con Mentana; da Capuozzo che parlerà di guerra in Ucraina, e quindi di diritti dei popoli, a Luxuria che, ricollegandosi al Lazio Pride viterbese, racconterà i diritti Lgbt. Una serie di 8 incontri che si spalmeranno su due settimane. Una occasione per fare il punto sullo stato di diritto e sui diritti. Nonostante la morte della politica, vogliamo continuare a parlare di diritti. Proprio in questo momento. Gli incontri verranno pubblicati dal sito di Radio radicale.

Il festival non ha alcun finanziamento pubblico, è una iniziativa libera che vive grazie ai privati che la sostengono.

Pubblichiamo la presentazione del festival.


 – Il programma nel dettaglio – L’evento su Facebook


Cultivo la rosa blanca…

Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma
Y antes de morirme quiero
Echar mis versos del alma
José Martí – Versos Sencillos – 1891

Morire in battaglia è il sogno magnifico di ogni grande poeta e rivoluzionario. E i diritti dei popoli e degli uomini, qui e ora, sono la poesia del rivoluzionario, del poeta José Martí, che in battaglia morì.

I diritti sono la bellezza del rivoluzionario perché tra poesia, bellezza e diritti non c’è differenza. Sono la stessa cosa.

Luca Telese

Luca Telese – 20 ottobre – segnala la tua partecipazione 


La seconda edizione dei Pirati della Bellezza – festival della parola, del pensiero e dei diritti sarà dedicata ai diritti perché Viterbo deve diventare la città dei diritti. E allora come non ricordare il poeta, giornalista, pittore, filosofo e rivoluzionario indipendentista cubano José Martí?

A José Martí e alla difesa dei diritti è dedicata questa edizione dei Pirati della bellezza. I diritti che Martí in Versos Sencillos poetizza in modo romantico e lirico, tanto che alcune strofe sono diventate una delle canzoni più famose al mondo: Guantanamera.

Caffeina - Aldo Cazzullo

Aldo Cazzullo – 21 ottobre – segnala la tua partecipazione


Come non ricordare i versi indimenticabili e suggestivi della mitica canzone: “Con los pobres de la tierra/Quiero yo mi suerte echar.
Con i poveri della terra/voglio condividere la mia sorte”.

Cultivo la rosa blanca/en junio como en enero/para el amigo sincero/que me da su mano franca /Y para el cruel que me arranca/el corazón con que vivo/ cardo ni ortiga cultivo/Cultivo la rosa blanca.
Coltivo una rosa bianca/a giugno come a gennaio/per l’amico sincero/che mi dà la sua mano franca/E per chi mi strappa/il cuore che mi fa vivere/non coltivo né cardo né ortica/Coltivo una rosa bianca”.

Giuseppe Cruciani

Giuseppe Cruciani – 22 ottobre – segnala la tua partecipazione


GLI EVENTI SARANNO SEGUITI
E PUBBLICATI DA RADIORADICALE.IT


Ecco noi coltiviamo la rosa bianca. Piantiamo la rosa bianca su tutto l’altopiano, perché noi sappiamo la bellezza. Sappiamo i diritti, sappiamo la poesia rivoluzionaria. Sappiamo la battaglia, ma anche la magnanimità e la pietas. E allora coltiviamo la rosa bianca anche per il nostro nemico. Soprattutto per il nostro nemico. Coltiviamo i diritti a iniziare da quelli del nostro avversario per crudele che sia e sia stato. Per crudele che continui ad essere. Questo ci differenzia da lui. Questo ci farà convincere. Ci farà vincere insieme. Come ci ha insegnato Cristo, Socrate, Kant, Gandhi e Martin Luther King. Ma pure Nelson Mandela che una volta al potere lavorò per pacificare la sua nazione. E non cercò l’inutile vendetta. La sua vendetta è stata il diritto. La magnanimità. Appunto.

Pino Arlacchi

Pino Arlacchi – 25 ottobre – segnala la tua partecipazione


E José Martí è, per queste ragioni – la difesa dei diritti del suo popolo, la lotta al razzismo, la rivendicazione orgogliosa e maestosa dell’indipendenza – è il nostro eroe. Ma lo è anche per suo umanissimo umanesimo che gli fa scrivere frasi in cui tutti noi ci riconosciamo: “I veli della vita cadono a poco a poco, e quando si conosce e rifugge la verbosità inutile, si recupera una sorta di ingenuità del cuore, che negli uomini sensibili, e che siano passati attraverso il dolore, si riflette nella maturità degli anni, nella semplicità della poesia”. Una sorta di poetica del dolore che ci fa tornare bambini. Come Francesco. E solo un rivoluzionario autentico come Martí può dire parole che sono vita e bellezza come queste. E ancora una volta le parole sono tutto.

Carlo Galeotti

Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria – 26 ottobre – segnala la tua partecipazione


José Julián Martí Pérez

José Julián Pérez fu un rivoluzionario del movimento per l’indipendenza cubana, fu anche scrittore, poeta, pittore e filosofo. Nacque all’Avana il 28 gennaio del 1853, nell’allora Cuba spagnola. A sedici anni fondò e diresse La Patria Libre, giornale su cui pubblicò il poema patriottico Abdala. Fu condannato nel 1869 a sei anni di fortezza con l’accusa di tradimento, ma la pena fu commutata nell’obbligo di trasferirsi in Spagna dove continuò gli studi di diritto. Conseguì la laurea in giurisprudenza e in filosofia e lettere. Si trasferì poi in Francia, in Messico e in Guatemala dove nel 1877 ottenne la cattedra di diritto politico.

Rientrato a Cuba fu nuovamente deportato in Spagna per la sua attività politica a favore dell’indipendenza. Si stabilì a New York nel 1880, dove fu corrispondente di diversi giornali latino-americani e ricoprì il ruolo di console aggiunto per il Paraguay, l’Uruguay e l’Argentina.

Nel 1882 pubblicò Ismaelillo (soprannome del figlio José Francisco) e nel 1891 Versos Sencillos (Versi semplici), raccolte di poesie che riguardavano gli affetti, le inquietudini, le melanconie della sua vita e della sua terra. Un modo moderno e innovativo di scrivere versi che si può evincere dalle sue stesse parole: “La poesia deve avere le sue radici nella terra e deve basarsi su fatti reali”.

Uno dei poemi dei Versi semplici fu tempo dopo trasposto in musica in Guantanamera, che è diventata la canzone cubana più famosa.

Nel 1892 fondò il Partito rivoluzionario cubano e Patria, il suo organo di stampa.
Nel 1895 tornò a Cuba dove morì il 19 maggio a Boca de Dos Rios, durante una battaglia dell’insurrezione antispagnola. L’aeroporto dell’Avana lo celebra portando il suo nome.

Laura Ognibene


DIO È UN LIBRO…

Un Libro sospeso per la libertà e la creativitàLibro sospeso

I Pirati della Bellezza – festival della parola, del pensiero e dei diritti, regala una copia di ogni libro in presentazione a 50 partecipanti a ciascun evento. Grazie a Vitauto, Menichelli 1912, We-Com, DM Ecologia, Aquilani Pronto Pools, Vestri e Coldiretti Viterbo.

Carlo Galeotti con Pietro Grasso

Carlo Galeotti con Pietro Grasso – 27 ottobre – segnala la tua partecipazione


Un libro sospeso è come regalare un canestro di bellezza, intelligenza e incanto…
Per la prima volta un festival di libri regala libri. I Pirati della Bellezza regala libri. Un libro è un mondo di idee, di fatti e di racconti che educa alla libertà e alla fantasia. Nella storia c’è stato chi ha bruciato libri, chi li ha messi all’indice, chi li ha disprezzati e calpestati. Noi pensiamo che i libri siano portatori, sani o malati, del virus della libertà e della creatività. Sono capaci di farci scoprire mondi, inferni, paradisi mai visti. Sono capaci di farci vivere milioni di vite che non avremmo mai vissuto. Milioni di avventure. Milioni di piaceri e dolori. Un libro è capace di narrare perfino piaceri e dolori inenarrabili. Un libro, in buona sostanza, è capace di descrivere ciò che non è descrivibile. E subito dopo ci permette di dormire sotto le rassicuranti coperte del nostro piccolo letto. Cento pagine di carta stampata sono in grado di parlarci di Dio e dell’infinito. Di massacri e resurrezioni. Senza infingimenti, senza falsi timori di inadeguatezza. E allo stesso tempo ci spiegano che “ci sono più cose in cielo e in terra di quanto ne possa sognare la nostra filosofia”. Per dirla tutta: Dio, se esiste, non può non essere un libro…

Enrico Mentana

Enrico Mentana – 29 ottobre – segnala la tua partecipazione


Un meraviglioso libro di luce e di tenebre, ovviamente.
Noi intanto, per non saper né leggere né scrivere, regaliamo libri. E lo facciamo nello spirito di una grande capitale della cultura europea: Napoli. Dove nei bar è tradizione lasciare un “caffè sospeso” per un prossimo avventore. Come dire un piccolo dono a uno sconosciuto che crea un legame nel segno della comune umanità e nel segno della gentilezza. Valore ormai desueto e antico.


I pirati della bellezza 2022


I Pirati della Bellezza è reso possibile grazie al contributo di

Fondazione Carivit – Ance – Wecom – Unindustria


Famiglia Cotarella – Fondazione Cotarella – Terme dei Papi – Immobiliare Viterbo – Saggini Costruzioni – Elenora Bonucci – Cr Project – Belli Impianti Tecnologici – Centrauto – Elfidea – Vestri – Ecologia Viterbo  – Merlani Costruzioni – DM Ecologia –  Banca di Viterbo  – Cna – Coldiretti –  Confartigianato  – Confagricoltura – Confcooperative

Fernandez – Majakovskij – Il Gargolo – Gedap – Panta Cz

Radio Radicale – Tusciaweb


Pirati della bellezza 2022


COME ARRIVARE A VITERBO

IN MACCHINA

Se si arriva da Roma, ci sono treni quasi ogni ora. Se invece si arriva da altre parti d’Italia va considerata la stazione di Orte e da lì i collegamenti verso Viterbo. Viterbo dispone di due stazioni ferroviarie cittadine. Entrambe sono poco al di fuori delle mura, servendo in maniera strategica sia la città nuova che la vecchia.

Le stazioni prendono il nome dalla porta più vicina a ognuna, Viterbo porta Romana e Viterbo porta Fiorentina.

IN BUS

Diverse sono le soluzioni per arrivare a Viterbo con un autobus.
Il servizio linee COTRAL collega Viterbo con l’aeroporto di Roma – Fiumicino (FCO), l’aeroporto di Roma – Ciampino (CIA) e con numerose altre località.


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