Intervento di polizia, carabinieri e finanza a piazza del Sacrario
Viterbo – (sil.co.) – Dà in escandescenze a piazza del Sacrario, scagliandosi a calci e pugni contro gli agenti che lo invitano a salire sulla volante per portarlo in caserma per l’identificazione quindi prosegue lo show denudandosi in questura. Assolto.
Abbastanza per finire a processo per resistenza e anche per lesioni a pubblico ufficiale, ai danni di un poliziotto costretto a farsi refertare al pronto soccorso. Sarebbe stato però lo stesso agente, successivamente, a spiegare che non è stato l’imputato, uno straniero che vive in zona, a provocargli le ferite riportate nel parapiglia.
I fatti sono avvenuti la scorsa estate, per la precisione la sera dell’8 agosto 2022, all’esterno di un bar di piazza Martiri d’Ungheria, il cui titolare, con cui l’imputato sembra avesse avuto un diverbio, ha chiamato le forze dell’ordine in soccorso.
Era passata da poco la mezzanotte. Sul posto si sono precipitate tre volanti della polizia, una gazzella dei carabinieri e una pattuglia della finanza.
Il processo, celebrato ieri davanti alla giudice Elisabetta Massini, si è concluso con la richiesta, da parte dell’accusa, di una condanna a 5 mesi di reclusione per il solo reato di resistenza a pubblico ufficiale, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
Il giudice, sentito il difensore Maria Valentina Monti, ha concesso all’imputato l’assoluzione con formula piena da entrambi i reati.
– Ancora una rissa a piazza del Sacrario, bloccata una persona
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
