- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Spaccio di cocaina al bar e criminalità organizzata, giusto il carcere per 25enne

Condividi la notizia:

Corte di Cassazione

Corte di Cassazione


Montefiascone – (sil.co.) – Spaccio al bar e l’ombra della criminalità organizzata sul colle falisco, giusto il carcere per un 25enne. E’ stato rigettato dalla cassazione il ricorso di uno dei quattro arrestati dai carabinieri lo scorso mese di gennaio tra Montefiascone, Civitavecchia e Sestriere.

Si tratta di un 25enne d’origine campana, che ha fatto ricorso contro l’ordinanza con cui il 13 aprile 2022 il tribunale di Roma ha confermato in sede di appello cautelare quella del gip del tribunale di Viterbo in data 21 gennaio 2022, con cui era stata respinta un’istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere.

Il 25enne è finito in carcere con gli altri tre per plurime ipotesi di detenzione e spaccio di stupefacenti. Secondo la difesa non è stata correttamente valutata la circostanza che il ricorrente era stato tratto in arresto quando si trovava nella località di Sestriere, dove svolgeva attività lavorativa a centinaia di chilometri di distanza dai luoghi in cui si erano verificati i fatti addebitati.


Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Paola Conti

Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Paola Conti


“Il tribunale – si legge nelle motivazioni della cassazione – ha rilevato come persista il pericolo di reiterazione criminosa, a fronte dell’inserimento non occasionale del ricorrente nel settore dello spaccio di stupefacenti e dei suoi contatti con ambienti criminali, non avendo avuto efficacia dissuasiva ben due arresti eseguiti nel giugno e nel luglio 2021 ed essendo l’attività illecita proseguita fino al novembre”.

E ancora: “Il tribunale ha valutato sia la chiusura del bar, che aveva propiziato la pregressa attività di spaccio, sia il fatto che il ricorrente disponesse di un’attività lavorativa a Sestriere, ed ha rilevato come, a fronte della professionalità palesata, il contratto di lavoro di breve durata non costituisse elemento idoneo ad attestare una stabile rivisitazione della condotta di vita e l’allontanamento dai traffici illeciti, traffici illeciti gestiti unitamente a un personaggio (un 35enne “già elemento apicale di un’organizzazione camorristica” si legge , ndr) dall’elevata caratura criminale, traffici di cui misure meno rigorose della custodia in carcere non avrebbero potuto scongiurare la ripresa”. 

Sono ben 33 i capi d’imputazione contestati al 25enne e agli altri tre arrestati che, nel periodo di riferimento gennaio-settembre 2021, a vario titolo si sarebbero resi responsabili del reato di concorso in spaccio continuato e aggravato di sostanze stupefacenti.


Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio


L’indagine è stata avviata dai carabinieri della compagnia di Montefiascone quando hanno notato che il bar, acquistato dal 25enne di origini campane, era divenuto luogo di incontro abituale da parte di diversi soggetti noti alle forze dell’ordine.

Le successive attività di indagine coordinate dal procuratore di Viterbo Paolo Auriemma e dalla pm Paola Conti hanno consentito di documentare, anche attraverso attività informativa e tecnica, che i quattro indagati avevano messo in piedi una vera e propria attività di narcotraffico, avente ad oggetto cocaina.

Sostanza ceduta, per lo più, presso il bar, divenuto base di spaccio, ma anche in luoghi preventivamente concordati tramite applicazioni informatiche di messaggistica, nonché con consegne al domicilio dei clienti.

Numerose le trasferte degli indagati a Roma, nei quartieri di San Basilio e Boccea-Centocelle, a Caivano, e a San Felice a Cancello, tutte piazze dove veniva reperita la droga. A conferma delle ipotesi investigative i carabinieri di Montefiascone in più circostanze hanno identificato acquirenti, trovati in possesso della cocaina appena acquistata, nonché tratto in arresto gli spacciatori in flagranza di reato.

Complessivamente sono stati accertati 29 soggetti, che hanno acquistato abitualmente cocaina per uso personale.   


 – Cocaina venduta in un negozio anche a giovanissimi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: