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Toni Capuozzo: “Chi ci governa sembra incapace di scongiurare la guerra nucleare…”

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Toni Capuozzo con Magdi Allam

Toni Capuozzo con Magdi Allam all’hotel Niccolò V alle Terme dei Papi


Viterbo -Pubblichiamo un articolo del giornalista Magdi Cristiano Allam che in occasione dei Pirati della Bellezza ha incontrato  Toni Capuozzo alle Terme dei Papi a Viterbo. Allam fa anche una sintetica cronaca dell’incontro tenutosi nella sala conferenze di Unindustria lunedi con Capuozzo – 

L’altro ieri ho avuto nuovamente il piacere di riabbracciare il mio amico Toni Capuozzo, uno dei rari “giornalisti” italiani degni di questa professione, che onorano una nobile e decaduta attività, un tempo ribattezzata “quarto potere”, che si connotava della doverosa rappresentazione della realtà oggettiva, assoluta e universale, nonché della libera valutazione dei fatti contestualizzandoli nella Storia scandita dalla specificità spazio-temporale che non è mai identica e che va correttamente conosciuta. 

L’incontro con Capuozzo è avvenuto presso l’hotel Niccolò V alle Terme dei Papi a Viterbo, poco prima che lui iniziasse la presentazione del suo ultimo libro Giorni di guerra. Russia e Ucraina, il mondo a pezzi, nell’ambito della manifestazione culturale I pirati della bellezza, il festival dei diritti, organizzato da Carlo Galeotti e condotto da Alessio Bernabucci. 

A una mia precisa domanda, se ritenesse che potrebbe esplodere la guerra nucleare mondiale, Capuozzo ha risposto: “Per la prima volta sono veramente preoccupato. In passato ci è capitato di dire “ci troviamo di fronte a un evento straordinario”. Ma questa volta è diverso perché l’uso dell’atomica oggi è una realtà plausibile e cambierà radicalmente la vita e il mondo”. E ha puntualizzato: “Le prossime due settimane saranno decisive per le sorti della guerra. Putin è costretto ad andare avanti perché costretto. Biden porta avanti una strategia che è il riflesso dello scontro interno agli Stati Uniti trai democratici e i repubblicani. L’Unione Europea si limita a accodarsi alle decisioni statunitensi. Zelensky fa ciò che gli dicono di fare.» 

Nel successivo incontro pubblico, Capuozzo ha così argomentato la sua preoccupazione: “Mosca e Washington hanno condiviso l’idea che l’atomica non va usata, nella consapevolezza che se uno avesse premuto quel bottone, l’altro avrebbe fatto lo stesso. Oggi siamo incerti se la useranno. Ci domandiamo: Putin arriverà a usarla? Siamo incerti sull’esistenza di una razionalità comune. Gli altri lo spingeranno, spalle al muro, fino al punto di usarle? Sono domande a cui non c’è una risposta razionale. Perché se tu continui a camminare sull’orlo di un baratro, e tutti continuano a tagliarsi i ponti dietro alle spalle, e quindi non possono fare un passo indietro, tu continui a andare avanti. Io sono un ottimista, sono convinto che non ci arriveremo, perché voglio convincermi. Ma non è che nel 1939 dicevano “siamo alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale”. Ho la netta sensazione che la situazione non sia governata da chiarezza nelle strategie da quelli che governano il mondo”

Con il sano pragmatismo che da sempre lo caratterizza e gli conferisce credibilità e autorevolezza, Capuozzo ci fa capire che la “la guerra è la guerra”, che aldilà delle ragioni degli uni e degli altri, il comportamento sul campo di battaglia degli uni e degli altri non consente di tracciare una netta linea di distinzioni tra “buoni” e “cattivi”, tra il “bene e il “male”.

Queste sono le sue parole: “La Seconda Guerra Mondiale l’hanno vinta i “buoni”, l’abbiamo vinta noi, ed è un bene. Ma come l’abbiamo chiusa nel Pacifico? Con due bombe atomiche. Erano due caserme? Hiroshima e Nagasaki erano due basi militari? No, erano due città, uomini, donne, bambini. Io ero a Belgrado nel 1999 quando la Nato bombardava Belgrado per l’indipendenza del Kosovo. Ma come: il Kosovo può essere indipendente e il Donbass no? Ci sono delle volte in cui una secessione è sciagurata e delle altre in cui è benedetta. E chi lo decide? lo mi ricordo il titolo del Corriere della Sera: “Diluvio di missili sulla città di Milosevic”. Belgrado è una città di uomini, donne e bambini, non di Milosevic. Ebbene perché a volte metti l’accento sul leader che bisogna abbattere e altre volte sui civili uccisi?”. 

Nella breve ma intensa chiacchierata con Capuozzo abbiamo affrontato, seppur sinteticamente, le cause di questa guerra.

A suo avviso l’inizio della guerra non è certamente il 24 febbraio 2022, data dell’invasione dell’esercito russo in Ucraina.

Comunque l’inizio deve comprendere le vessazioni e le persecuzioni dei russi del Donbass a partire dal 2014. “Ma ritengo che l’inizio vero sia nel 1989, con il crollo del Muro di Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica –  precisa Capuozzo -. Gli Stati Uniti erano consapevoli che peggio della sconfitta dell’Unione Sovietica, sarebbe stata la dissoluzione dell’Unione Sovietica”. Ed ora che, giorno dopo giorno, emerge netta la determinazione a eliminare Putin dal potere, a sconfiggere, occupare e smembrare la Federazione Russa, il più grande stato al Mondo, anche qualora venisse scongiurato l’uso delle armi atomiche, tutti noi rischiamo di essere travolti da una valanga di guerre ininterrotte all’insegna dello scontro etnico e confessionale che potrebbero dilagare in tutta l’Asia, in Medio Oriente, in Africa e in Europa, i cui effetti potrebbero essere pari o addirittura più gravi della guerra atomica. 

Ringrazio l’amico Toni Capuozzo per continuare a tenere alto il vessillo della verità e della libertà. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia. 

Magdi Cristiano Allam


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