Viterbo – “Trasformiamo Talete da spa ad azienda speciale di diritto pubblico”. Il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni rilancia la proposta emersa nel corso del consiglio comunale straordinario di Viterbo, per la società idrica che sta attraversando una fase particolarmente delicata.
In una lettera inviata ai suoi colleghi, li invita a sottoscrivere una proposta d’indirizzo per incaricare il presidente della provincia ed Egato Romoli: “A porre in essere le azioni necessarie per valutare la sostenibilità giuridica, economica e finanziaria della trasformazione della società partecipata Talete s.p.a. in azienda speciale, semplice o consortile, di diritto pubblico”. Reputandola un’alternativa all’attuale struttura societaria, per la quale è in corso una procedura di cessione quote per un massimo del 40%, votata in assemblea dei soci e contro la quale cinque amministrazioni, capofila Viterbo, hanno fatto ricorso al Tar.
Il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni
“In questi ultimi mesi – scrive Mengoni – la vicenda relativa alla difficile situazione economica e finanziaria di Talete è al centro dell’agenda politica, come la scelta di cedere, a un soggetto privato, il 40% delle quote della stessa. Quest’opzione ci viene presentata come l’ultima alternativa, senza la quale non ci sarà nessuna possibilità di salvare dal fallimento la società”.
Mengoni immagina altre vie. “Confidando nella buona fede di chi ci presenta quest’opzione come l’unica perseguibile, ritengo che ognuno di noi abbia il diritto e il dovere di interrogarsi sulle possibili alternative che ci presenta il quadro normativo e le esperienze già maturate nello stesso campo in altri territori”.
In caso di mancata ricapitalizzazione, lo ricorda anche Mengoni, l’amministratore unico di Talete sarà costretto a depositare i libri in tribunale.
Secondo il sindaco di Ronciglione, la situazione di crisi parte da lontano: “Consegue un’errata scelta nella forma gestionale del servizio – si legge nell’atto d’indirizzo – quella della società di capitali, che non è stata mai in grado di garantire adeguati livelli d’efficienza e di sostenibilità finanziaria ed economica del servizio anche in considerazione della natura di Ato debole riconosciuta al nostro ambito ottimale”.
Va ripensata la forma societaria: “ Tenendo ben presenti le peculiarità del territorio e le necessità dell’utenza. Considerato che le dimensioni demografiche limitate dell’Ato 1, le criticità derivanti dalla massiccia presenza di arsenico, fluoruri nella quasi totalità dei comuni che ne fanno parte, con conseguente necessità di elevati costi d’investimento e di gestione, mal si conciliano con la forma societaria di natura privatistica, in quanto passibili non solo d’azzerare ogni logica di profitto, ovvero d’equilibrio finanziario, ma anche rendono impossibile un necessario e indispensabile investimento pubblico a tutela della pubblica salute e della salubrità delle acque”.
Viceversa: “La forma dell’azienda speciale di natura pubblica consente di conciliare le esigenze d’efficienza gestionale con quelle più pregnanti d’intervento e garanzia pubblica agli investimenti e alla gestione necessaria a un Ato debole quale il nostro”.
Da qui la proposta. “Ho predisposto una proposta di atto di indirizzo/orientamento finalizzata a incaricare il residente dell’Egato, di porre in essere le azioni necessarie per valutare la sostenibilità giuridica, economica e finanziaria della trasformazione della società partecipata Talete s.p.a. in azienda speciale, semplice o consortile, di diritto pubblico”.
Il sindaco di Ronciglione chiede ai colleghi di sottoscrivere la presentazione della proposta: “Affinché venga posta celermente all’ordine del giorno nella prossima conferenza dei sindaci e dei presidenti dell’Ato 1 Lazio nord – Viterbo”.
Giuseppe Ferlicca
