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Dopo avere ucciso Bramucci, il presunto killer a pranzo dalla cognata arrestata per omicidio

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Salvatore Bramucci

Salvatore Bramucci, la vittima


Soriano nel Cimino – (sil.co.) – “Frutto di attenta pianificazione ed espressione di una personalità violenta, aggressiva e spregiudicata dei suoi autori”. Tra i quali, secondo gli inquirenti, c’è anche di Sabrina Bacchio, la cognata 48enne di Salvatore Bramucci.

Gli inquirenti definiscono l’omicidio “una vera e propria esecuzione”. Un agguato mortale dopo il quale  uno dei killer, Tonino Bacci, è andato a pranzo e ha trascorso la domenica pomeriggio a casa della Bacchio. Nella casa di Guidonia della 48enne e del compagno Costantin Dan Pomirleanu, indagato a piede libero. Bacci si era recato anche il 25 luglio. Assieme a Lucio La Pietra, il secondo presunto sicario arrestato con Bacci il 13 settembre, e Alessio Pizzuti, indagato anche lui a piede libero.

La donna, l’unica oltre a quattro uomini, come è noto, è stata arrestata sabato pomeriggio per omicidio premeditato in concorso dai carabinieri a Guidonia e condotta nel carcere di Rebibbia con l’accusa dell’omicidio premeditato del marito della sorella – il pregiudicato 58enne ucciso a colpi di pistola mentre era alla guida della sua macchina a Soriano nel Cimino lo scorso 7 agosto – in concorso con Tonino Bacci, Lucio la Pietra, Alessio Pizzuti e il convivente Costantin Dan Pomirleanu. 


Omicidio Bramucci - Gli arrestati: Sabrina Bacchio, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

Omicidio Bramucci – Gli arrestati: Sabrina Bacchio, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Oggi la Bacchio difesa dall’avvocato Anna Rodinò Toscano del foro di Roma, comparirà, in videoconferenza, davanti al gip Rita Cialoni del tribunale di Viterbo, per il rituale interrogatorio di garanzia, anche se presumibilmente, come hanno fatto a settembre La Pietra e Bacci, da un mese reclusi a Mammagialla. anche lei si avvarrà della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato.

Bacchio e Bacci, secondo quanto riscontrato dai carabinieri coordinati dal pm Massimiliano Tucci, avrebbero pianificato braccio a braccio il delitto almeno dalla metà di luglio, quando la cognata della vittima ha riferito al complice il cambio di orari di Bramucci, autorizzato a uscire dai domiciliari un’ora prima, alle 8 invece che alle 9, la mattina.

Da subito, per gli inquirenti, il piano da attuare sarebbe stato quello di uccidere il 58enne la mattina presto, data l’abitudine di recarsi puntualmente in macchina, tutti i giorni, a buttare gli escrementi dei suoi cani. Sarebbe stato poi Bacci a reperire i due “mongoloidi” la Pietra e Pizzuti, che avrebbe portato a conoscere alla Bacci il 25 luglio, nella casa condivisa dalla donna col compagno a Guidonia.

E sempre nella  casa di Guidonia  della Bacchio e di Pomirleanu, Bacci si sarebbe recato a pranzo il giorno del delitto, domenica 7 agosto. Dall’ora di pranzo e fino a metà pomeriggio.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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