Pasquale Gaeta
Acquapendente – Santone di Acquapendente, la presunta vittima 28enne – oltre a fare la barista e la babysitter per mantenersi nell’alta Tuscia – praticava col maestro Lino, più vecchio di lei di 36 anni, del “sesso verticale”, per elevarsi e purificarsi nel suo percorso di “destrutturazione da una società strutturata”.
Secondo i testimoni, “a metà strada tra l’esoterico e il filosofico”. L’unico flirt avuto nell’estate di quattro anni fa con una ragazzo del posto sarebbe stato un “grave errore”, avendo fatto con lui “sesso orizzontale”. La frase “senza farmi male per favore”, registrata di nascosto dalla madre e trasmessa in televisione, sarebbe stata rivolta a Lino nell’ambito delle pratiche sessuali “spirituali” richieste dal maestro. Era l’estate del 2018, quando sarebbe stata malmenata per via della relazione con un ragazzo del paese.
Il giovane, che ieri ha nuovamente disertato la testimonianza, il prossimo 19 novembre sarà prelevato a casa e scortato in tribunale dai carabinieri. Il collegio, nel frattempo, ha rigettato la richiesta dell’avvocato di parte civile della madre, Vincenzo Dionisi, di acquisire il vocale pubblicato dalla donna sul suo profilo Facebook che dimostrerebbe come, nel 2017, fosse amorevole il rapporto con la figlia.
Secondo quanto emerso durante l’udienza, la ragazza sarebbe stata anche costretta a urinare sulla foto della madre nell’ambito della pratica della “repulsione” e a fare sesso col maestro Lino, al secolo Pasquale Gaeta, il 64enne d’origine napoletana dalla lunga barba ispida, claudicante e accompagnato, secondo i testimoni, da un “puzzo nauseante di tabacco”.
La moglie del maestro non solo avrebbe saputo tutto, ma dopo l’allontanamento disposto dal giudice avrebbe fatto da tramite tra il marito e la ragazza, che a sua volta, quando è scoppiato il caso, non avrebbe voluto saperne di perdere la sua “guida spirituale”, che lei avrebbe ritenuto essere uno psicologo.
Virginia Melissa Adamo col criminologo esperto di sette Sergio Caruso e l’avvocato di parte civile Vincenzo Dionisi
“Era una babysitter dolce e amorevole coi nostri figli”
Davanti al collegio presieduto dalla giudice Elisabetta Massini sono state sentite le due mamme del posto per i cui figli la 28enne ha fatto da tata, tra maggio e settembre 2018 e tra settembre 2018 e l’estate 2019, proprio mentre Virginia Melissa Adamo cominciava ad avere i primi sospetti sul giro frequentato dalla figlia fino a sporgere denuncia. Il caso è poi deflagrato nell’aprile 2019 quando sulla vicenda è andato in onda un servizio delle Iene e poi la giovane è stata sottoposta a incidente probatorio durante il quale ha negato tutto. Le mamme l’avrebbero conosciuta per dei volantini sparsi in paese in cui si pubblicizzava una “ludoteca” rivolta ai bambini. “Era una babysitter dolce e amorevole con i nostri figli”, hanno detto le testi.
“Col maestro Lino faccio sesso verticale per purificarmi”
Messa alle strette, il 29 aprile 2019, la 28enne, che aveva trascorso il ponte del 25 aprile a un raduno Raimbow a Blera, avrebbe ammesso “candidamente e senza vergogna”, durante un colloquio con le due mamme, di avere fatto sesso, senza protezione, con l’anziano maestro Lino e che era consapevole di non essere l’unica, di essere una “concubina”. “Col maestro faccio sesso verticale, non orizzontale come quello che fai tu, usando la vagina. Verticale perché mi aiuta a elevarmi e purificarmi”, avrebbe spiegato. “Lino è il mio maestro, l’ho cercato tanto e ora che l’ho trovato non lo lascerà mai. E’ il mio maestro spirituale”, avrebbe ribadito più volte. Alle provocazioni “Ma non ti fa schifo? Lui è vecchio, brutto, sporco, puzza di fumo”, lei avrebbe risposto “Io guardo oltre l’aspetto fisico”.
La “maledizione” della moglie del santone
Non sarebbe entrata nel merito della comunità Qneud, ma avrebbe parlato di una costituenda associazione per attività dedicate all’infanzia e alla gioventù tramite laboratori teatrali e detto che c’erano anche altri ragazzi e ragazze, mai visti dalle testimoni così come il maestro Lino, ad eccezione di un “regista” che avrebbe frequentato con la 28enne l’orto “sinergico” dei frati e dell’onnipresente moglie dell’imputato.
Le due donne l’avrebbero affrontata invitandola a stare alla larga dalla ragazza cui al marito era stato vietato di avvicinarsi, anche per interposta persona, scoprendo che si incontravano per strada, in biblioteca e anche all’orto dei frati. Una delle testimoni ha detto di essere stata “maledetta”. “Sarai maledetta per questa e la prossima vita, tu e la tua famiglia”, le avrebbe urlato, tirando in ballo il karma.
Attesa la testimonianza della “seguace” che ha denunciato Gaeta
Neanche ieri il 64enne era in aula al processo in cui, difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia, è imputato di esercizio abusivo della professione di psicologo, maltrattamenti in famiglia (la comunità Qneud) e violenza sessuale ai danni i due seguaci. E non si è vista neanche la 28enne di Monza, che dai tempi dell’incidente probatorio in cui ha negato tutto, il 23 maggio 2019, ha fatto soltanto un’apparizione fugace in tribunale lo scorso 20 luglio, presentandosi con un avvocato che la assiste in quanto parte offesa.
C’era, come sempre, la madre Virginia Melissa Adamo che con la sua denuncia del 3 novembre 2018 ha fatto scattare le indagini sull’imputato e la sua cerchia. Da stabilire la data della testimonianza, ritenuta da tutti fondamentale, di un’altra adepta, la seconda parte offesa individuata dalla pm Paola Conti, che sarebbe scappata dopo le prime “pratiche”, messa in allarme dalla Adamo, parte civile con l’avvocato Claudio Benenati del foro di Bologna.
Il pubblico ministero Paola Conti
“Mia figlia a letto con l’imputato e con la moglie”
Gaeta, alias maestro Lino, vivrebbe tuttora con la moglie nell’appartamento al civico 4 di via Onanese dove quattro anni fa si è trasferita la figlia di Melissa Adamo, all’epoca 24enne, che da allora ha abbandonato progressivamente la famiglia senza farvi più rientro. Nell’estate 2019, la ragazza se ne è andata anche da Acquapendente per trasferirsi, sembra, prima in Sicilia e poi in Svizzera con un uomo conosciuto ai raduni Raimbow.
La giovane, “figlia modello, scout internazionale, studentessa di naturopatia, con una vita piena di opportunità e interessi”, sarebbe cambiata diventando la sua “schiava del sesso”, a detta della madre Virginia Adamo, dopo avere conosciuto il maestro Lino, presentatole nel 2017 a Bologna dall’allora fidanzato regista e da un suo amico videomaker, frequentando dei laboratori teatrali.
“Mi disse che il maestro Lino era lo psicologo referente di un gruppo che voleva dare vita a una comunità rivolta ai giovani ad Acquapendente. Nel frattempo prese a frequentare il casolare di Corcolle, una frazione di Roma, dove avrebbe dormito con Gaeta e con la moglie”, ha spiegato la madre, producendo una foto dei tre nello stesso letto, all’udienza del 21 settembre.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


