Migranti a bordo dell’ong Humanity 1
Catania – “L’Italia deve agevolare lo sbarco dei migranti, è un dovere legale”.
Lo ha detto Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea, facendo riferimento alle vicende delle navi ong nel porto di Catania.
“Ci sono degli obblighi legali e morali, le vite vanno salvate – ha spiegato la portavoce della Commissione europea -. C’è un obbligo legale anche per gli stati membri a farlo secondo il diritto internazionale indipendentemente dalle circostanze che hanno creato questa situazione”.
“La Commissione non è responsabile per il coordinamento di operazioni come queste in mare, e tantomeno lo è per l’identificazione di un porto sicuro per lo sbarco – ha precisato -. secondo le regole internazionali ogni sforzo dovrebbe essere profuso per garantire che sia minimizzato il tempo in cui le persone restino a bordo di queste navi”.
Nel porto di Catania attualmente a bordo della nave Humanity ci sono 35 persone e sulla Geo Barents 214. Al largo delle coste siciliane ci sono ancora la Ocean Vikingcon 234 persone e la Rise Above di Mission con 89 migranti.
L’ong Sos Humanity ha annunciato che presenterà ricorso al Tar del Lazio contro il decreto del governo sullo “sbarco selettivo”, che ha consentito ai profughi a bordo di lasciare l’imbarcazione a eccezione di 35 persone. “Sos Humanity – si legge in una nota dell’ong – chiede lo sbarco immediato dei restanti 35 sopravvissuti a bordo di Humanity 1 e sta intraprendendo un’azione legale contro l’ultimo decreto del governo italiano”.
