La droga e i soldi sequestrati
Viterbo – (sil.co.) – Si è fatto arrestare per evasione dai carabinieri che non aveva avvertito di doversi recare in tribunale per essere processato per spaccio.
È il pusher in carrozzina, un 45enne di Viterbo, sorpreso lo scorso 5 ottobre dalla polizia mentre, fuori scuola dei figli, sull’auto guidata dalla moglie, nascondeva nella busta della spesa, per la precisione nel sacchetto del pane, un involucro contenente 56 grammi di cocaina.
Agli arresti domiciliari su disposizione del giudice Elisabetta Massini dal giorno successivo – quando il presunto spacciatore si è presentato in tribunale sulla sedia a rotelle – ieri è comparso nuovamente davanti al magistrato, cui il difensore Luigi Mancini ha chiesto di procedere con l’abbreviato, il rito alternativo che in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena.
All’uscita dal tribunale la sorpresa. Il 45enne, giunto per l’appunto a palazzo di giustizia sulla carrozzina, cui sarebbe tuttora costretto a causa di un incidente, ha trovato i carabinieri che gli hanno contestato l’evasione, non avendoli avvisati che sarebbe dovuto uscire per motivi di giustizia.
Stavolta però gli è andata bene, avendo le prove di essere venuto davvero in tribunale per un processo in cui lui è l’imputato.
Il giudice Massini, nel frattempo, pochi minuti prima, rinviando il processo al 17 novembre, gli ha concesso di uscire, ma solo il tempo necessario per recarsi a fare fisioterapia. Con la raccomandazione, scanso guai ulteriori, di avvisare prima i carabinieri, comunicando alla caserma più vicina gli orari esatti di andata e ritorno.
Articolo: Cocaina sotto il sedile dell’auto, arrestato 45enne – Arrestato pusher, nel sacchetto della spesa mezz’etto di cocaina
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
