Viterbo – Da terzo scalo del Lazio ad “aeroporto”. Il piano nazionale presentato da Enac a ottobre prevede per Viterbo, uno scalo turistico di collegamento con la capitale. Lontani i tempi in cui si parlava di un’infrastruttura per le principali compagnie low cost.
Tempi che non torneranno, Andrea Micci, consigliere comunale della Lega, ne è cosciente. Tuttavia, reputa gravissimo il declassamento: “Hanno relegato lo scalo viterbese – spiega Micci – a un semplice collegamento con l’aeroporto di Roma Urbe. Una stupidaggine, un’inutilità completa.
È come se ci avessero detto che l’aeroporto non lo faremo mai”. E infatti…
Andrea Micci
Se Viterbo non sarà mai come Ciampino, potrebbe avvicinarsi almeno a Perugia. Insomma, una via di mezzo tra il progetto archiviato e quello prospettato. Ma i tempi stringono.
“Lunedì 21 novembre scadono i termini – spiega Micci alla sindaca Frontini in consiglio comunale – per presentare osservazioni al piano. So che il comitato aeroporto Viterbo ha scritto alla sindaca Frontini, con le osservazioni che vorrebbe depositare”.
Così come sono stati contattati tutti i sindaci della Tuscia: “Ha trovato il favore del presidente dell’Interporto di Orte e del sindaco di Civitavecchia”.
E Viterbo cosa vuole fare? La sindaca ha ricevuto il comitato e sta studiando le carte, ma un’idea ce l’ha e lo scalo turistico prospettato, di collegamento con la capitale, non le dispiace, anzi.
“Un progetto credibile e possibile – spiega Frontini – ci si è speso anche l’onorevole Mauro Rotelli, per l’apertura al traffico turistico dell’aeroporto di Viterbo”.
Un’idea che per la sindaca può prendere quota: “Per la prima volta credo che Viterbo sia stata citata su un piano Enac, finora manco questo. In tema di sostenibilità ambientale, sarebbe difficilmente compatibile un terzo scalo del Lazio a Viterbo”.
E tanto per essere chiari: “Stiamo predisponendo una memoria per il parco eolico tra Viterbo, Montefiascone e Celleno. Ma allora meglio le pale eoliche, almeno quelle non inquinano”. Un paradosso. L’amministrazione comunale punta a non avere nessuno dei due.
Giuseppe Ferlicca
