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Appaltopoli, dopo dieci anni prescrizione in appello per 6 imputati

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Genio e sregolatezza - Forestali al Genio civile di Viterbo

Genio e sregolatezza – Forestali al Genio civile di Viterbo


Viterbo – (sil.co.) – Tutto prescritto in appello. Si è chiuso così ieri – a distanza di dieci anni esatti – il filone principale della maxi inchiesta Genio e sregolatezza.

E’ l’inchiesta della procura sfociata nei primi 12 arresti per turbativa d’asta e corruzione all’alba del 23 ottobre 2012, quando fece in breve il giro della provincia il fatto che tra coloro che erano finiti in manette c’erano anche due funzionari del genio civile, Roberto Lanzi e Gabriela Annesi.

Oltre una sessantina, invece, gli indagati  a piede libero, tra i quali un nutrito gruppo di imprenditori di tutta la Tuscia. Per diversi di loro ci sono stati nel tempo altri distinti procedimenti.

Rimessi in libertà dal riesame, i 12 arrestati di ottobre finirono nuovamente in manette a distanza di un mese esatto, il 23 novembre 2012, quando sono salite a tredici le misure cautelari.

Davanti alla corte d’appello sei degli imputati del primo filone della maxinchiesta dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci su un presunto giro di appalti pubblici truccati da una cordata di imprenditori con la complicità dei due funzionari del genio civile e di pubblici amministratori. 

In primo grado erano stati condannati complessivamente a a dieci anni e cinque mesi di reclusione, con pene da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni e nove mesi, Roberto Lanzi, Gabriela Annesi, l’ex sindaco di Graffignano Adriano Santori, gli imprenditori Luca Amedeo Girotti, Fabrizio Giraldo e Angelo Anselmi., 

Condanne da ieri ufficialmente prescritte, mentre sono state confermate le statuizioni civili a favore del comune di Vignanello e ridotte quelle a favore della Regione Lazio, a carico di Lanzi e Annesi. 

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Carmelo Ratano, Samuele De Santis, Francesco e Roberto Massatani, Angelo Di Silvio, Matteo Montefoschi, Paola Girotti, Ninni Carlevaro e Dimitri Violanti.


Da sinistra, gli avvocati Samuele De Santis e Carmelo Ratano

Da sinistra, gli avvocati Samuele De Santis e Carmelo Ratano, difensori dei funzionari del genio civile


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