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Braccianti agricoli sfruttati e sottopagati, indagato l’imprenditore Danilo Camilli

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Viterbo – Braccianti agricoli sfruttati e sottopagati, indagato l’imprenditore Danilo Camilli. Per lui un sequestro preventivo, funzionale alla confisca, di 540mila euro. E il controllo giudiziario dell’azienda.


Viterbo - L'imprenditore agricolo Danilo Camilli

Viterbo – L’imprenditore agricolo Danilo Camilli


Ieri mattina, su delega della procura, i carabinieri del comando provinciale di Viterbo e il Nucleo ispettorato del lavoro, hanno dato esecuzione all’ordinanza di misure cautelari reali emessa dal Gip di Viterbo. L’accusa è quella di sfruttamento del lavoro.

“Secondo le risultanze investigative – viene spiegato in una nota della procura -, condivise dal gip, nel periodo compreso tra il 2017 e gli inizi del corrente anno, l’imprenditore – chiamato a rispondere del delitto di cui all’art. 603 bis co. 1 n. 2, co. 3 n. 1-2, co 4 n. 1 del codice penale – ha assunto alle proprie dipendenze numerosi cittadini stranieri (prevalentemente provenienti dai paesi africani), sottoponendoli a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno”.


Viterbo - Braccianti agricoli sfruttati - Il blitz dei carabinieri

Viterbo – Braccianti agricoli sfruttati – Il blitz dei carabinieri


Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i braccianti – l’azienda ne conta in tutto circa 140 – avrebbero lavorato fino a 13 ore al giorno, sottopagati, senza potere usufruire del riposo settimanale, delle ferie e della malattia retribuita. Gli stipendi, inoltre, sarebbero stati pagati in parte con un bonifico e in parte in nero.



Le indagini avrebbero, inoltre, messo in evidenza, l’esposizione alle intemperie degli operai senza che gli venisse fornito l’abbigliamento adatto in caso di pioggia. Gli spostamenti da una zona all’altra dell’azienda, avvenivano a bordo di mezzi agricoli che non avrebbero rispettato le norme di sicurezza mettendo, quindi, a rischio l’incolumità dei lavoratori. 


Viterbo - Braccianti agricoli sfruttati - Il blitz dei carabinieri

Viterbo – Braccianti agricoli sfruttati – Il blitz dei carabinieri


Alcuni braccianti avrebbero anche tentato di richiedere delle condizioni di lavoro migliori, la possibilità di poter usufruire del giorno di riposo, di ricevere una remunerazione consona, ma sarebbero stati minacciati di licenziamento. “L’indagato, però – viene spiegato nella nota della procura – non si limitava ad allontanare gli operai che avevano effettuato delle rimostranze, ma si adoperava affinché altri imprenditori, che operano nello stesso settore, non assumessero i lavoratori da lui allontanati o che li licenziassero qualora li avessero inconsapevolmente assunti”.

L’imprenditore agricolo verrà affiancato da un amministratore giudiziario in modo che l’azienda possa continuare a lavorare e i braccianti possano essere occupati in maniera consona alla legge. Il provvedimento durerà un anno.

L’attività dei carabinieri, tra servizi di osservazione, acquisizione di documenti e azioni di polizia giudiziaria, è durata oltre un anno e le posizioni dei lavoratori verificate sono state tantissime. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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