Viterbo – Braccianti sottopagati e sfruttati, 540mila euro la somma che doveva essere corrisposta agli operai.
Viterbo – L’azienda agricola Camilli – Nel riquadro Danilo Camilli
Ed è la somma che gli inquirenti hanno sequestrato preventivamente, funzionalmente alla confisca, all’azienda agricola dell’imprenditore indagato, Danilo Camilli. Tutti soldi, secondo le indagini, che dovevano essere corrisposti ai lavoratori che, invece, sarebbero stati sottopagati.
Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i braccianti avrebbero lavorato fino a 13 ore al giorno, sottopagati, senza potere usufruire del riposo settimanale, delle ferie e della malattia retribuita. Gli stipendi, inoltre, sarebbero stati pagati in parte con un bonifico e in parte in nero.
Viterbo – Braccianti agricoli sfruttati – Il blitz dei carabinieri
“Gli operai – viene spiegato nella nota della procura -, impiegati nella lavorazione dei campi, sono stati sottoposti a condizioni lavorative caratterizzate da lunghissimi turni di lavoro (dall’alba al tramonto, anche fino a tredici ore al giorno), dall’esposizione alle intemperie e talvolta, dalla mancata fruizione del giorno di riposo settimanale, ferie e malattie retribuite e dalla corresponsione di remunerazioni palesamenti difformi rispetto ai dettami dei contratti nazionali e provinciali, mentre i salari venivano, in parte, corrisposti mediante bonifico ed in parte, in nero”.
In più Camilli, dovrà fare un resoconto costante a una figura individuata dal giudice, l’amministratore giudiziario, per garantire lo svolgimento del lavoro dell’azienda e la retribuzione degli operai fatta in maniera rispondente alla legge e al contratto collettivo nazionale del comparto.
Viterbo – Braccianti agricoli sfruttati – Il blitz dei carabinieri
Questa misura cautelare reale emessa dal gip è stata applicata venerdì mattina, su delega della procura della repubblica, dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo e il Nucleo ispettorato del lavoro.
Le indagini avrebbero, inoltre, messo in evidenza, l’esposizione alle intemperie degli operai senza che gli venisse fornito l’abbigliamento adatto in caso di pioggia. “L’attività investigativa – si legge nella nota della procura – è stata sviluppata per mesi attraverso acquisizioni documentali, l’escussione di tantissimi dipendenti, servizi di osservazione, accessi ispettivi ed altre iniziative di polizia giudiziaria che hanno permesso di documentare anche che i lavoratori non venivano dotati di calzature e vestiti idonei da utilizzare in caso di pioggia e non venivano rispettate le condizioni di sicurezza per gli spostamenti degli stessi a bordo di mezzi agricoli, con conseguente grazie rischio per la loro incolumità.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


