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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito della mobilitazione studentesca di venerdì 18 novembre, la Rete degli Studenti Medi ha ottenuto un incontro con il prefetto di Viterbo Antonio Cananà, a cui sono state riportate le rivendicazioni che hanno animato la manifestazione.
In particolare, sono state discusse tre proposte per risolvere le situazioni critiche riguardo ai mezzi pubblici, allo svolgimento delle assemblee d’istituto in presenza e al supporto psicologico che le scuole della provincia offrono agli studenti e alle studentesse.
Sul tema dei trasporti è stato avviato un lavoro che coinvolge i dirigenti locali della Cotral e il Direttore Scolastico Provinciale, a cui abbiamo notificato le problematiche dei pendolari che sono state raccolte con il monitoraggio diffuso poche settimane fa.
In particolare, sono state notificate le situazioni critiche di alcune corse, come quelle che vanno da Viterbo a Fabrica di Roma e a Civita Castellana, che non sono sufficienti per permettere agli studenti di tornare a casa all’uscita da scuola, quelle che vanno da Bassano Romano a Monterosi, che non essendo dirette per Roma non permettono a molti studenti di raggiungere le proprie abitazioni o di prendere le coincidenze necessarie per farlo, o quelle che vanno da Viterbo a Vitorchiano e a Vignanello, che risultano sempre sovraffollate e non permettono quindi a tutti gli studenti di tornare a casa all’uscita da scuola.
Inoltre, sono state riportate le problematiche riscontrate in alcune scuole in particolare, come l’ITIS Da Vinci di Viterbo, in cui alcuni studenti, uscendo il venerdì più tardi rispetto agli altri giorni, non hanno mezzi per tornare a casa o l’istituto F. Orioli, per cui abbiamo consegnato un documento specifico. Le problematiche sono state prese in considerazione e discusse in un incontro successivo.
Per quanto riguarda la situazione delle assemblee d’istituto, abbiamo comunicato che numerose scuole si trovano in difficoltà a garantire agli studenti e alle studentesse gli spazi necessari per lo svolgimento di queste, costringendo i ragazzi a ripiegare su modalità usate nel periodo dell’emergenza sanitaria come la modalità telematica o mista, sottolineando che in alcune scuole, non svolgendosi assemblee in presenza da più di tre anni, un’intera generazione di studenti e studentesse rischia di uscire dal proprio percorso scolastico senza mai aver potuto usufruire di un proprio diritto nella modalità più giusta, ovvero in presenza.
La risposta, tuttavia, non è stata positiva: oltre a richiedere al Dirigente Scolastico Provinciale di ricordare tramite circolare a tutte le scuole della provincia di garantire il diritto di assemblea per gli studenti, infatti, la Prefettura ha dichiarato apertamente di non voler portare avanti altre iniziative, e di non voler intraprendere, come richiesto dalla Rete degli Studenti Medi, un percorso di dialogo con le scuole e con la Provincia per risolvere le difficoltà che impediscono agli studenti e alle scuole di avere spazi adeguati.
Anche sulla necessità di assicurare che tutti gli studenti e le studentesse abbiano la possibilità di accedere a servizi di supporto psicologico, attivandoli laddove non sono presenti e rendendo più accessibili questi servizi laddove vi sono delle mancanze, non sono state date risposte soddisfacenti. Nonostante il dichiarato interesse del prefetto, infatti, anche su questo tema l’azione si limiterà a richiedere al Dirigente Scolastico Provinciale di sollecitare le scuole per l’attivazione degli sportelli di supporto.
Complessivamente, per quanto ci sia la volontà di risolvere le difficoltà degli studenti e delle studentesse pendolari, non sembra esserci particolare interesse nel considerare le altre problematiche delle scuole della provincia. Continueremo però a portare avanti queste richieste, perché non possiamo accettare che i problemi degli studenti vengano ignorati o liquidati con superficialità.
Rete degli Studenti Medi di Viterbo
