Viterbo – “Una norma giustissima”. Intervistato dalla Nazione, Piero Camilli, proprietario del terreno a Valentano che nell’agosto 2021 fu invaso da circa 10mila ragazzi, commenta in modo più che positivo la stretta voluta dal nuovo governo su questo tipo di raduno, col decreto sui rave parte.
Non teme che ci possano essere limitazioni alla libertà, come da più parti è stato sottolineato. “Non ne vedo – sottolinea Camilli – semmai sono stato io a vedermi privato nel 2021, della sacrosanta libertà di difendere la mia azienda e anche d’utilizzarla in seguito”. Da quell’invasione derivarono conseguenze: “Il terreno era ridotto così male – ricorda Camilli alla Nazione – che l’anno successivo non l’ho potuto neanche seminare, quindi ho perso il raccolto”.
Con danni quantificabili: “Un conto da 300mila euro, oltre al terreno poi improduttivo, porte degli annessi sfasciate, furti di gasolio, di latte, una cinquantina di pecore uccise dai cani, pozzo dell’acqua rotto e il fuggi fuggi degli ospiti dal mio agriturismo che è confinante col terreno”.
Qualche ristoro c’è stato, poca cosa: “Il comune fece qualcosina – ricorda Camilli – rimuovendo quintali di rifiuti, ma è tutto finito così, ho dovuto pagare di tasca mia”.
Nulla da fare sulla sua richiesta di sequestro dei camion arrivati sul posto e dei mega impianti audio: “Potevano servire come garanzia per il risarcimento danni”. Migliaia di partecipanti, ma soltanto uno è finito a processo, un 34enne che per partecipare ha violato l’obbligo di dimora.
Ricorda la solidarietà ricevuta all’epoca: “Gli unici che s’interessarono – dice ancora alla Nazione, Camilli – furono Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Mauro Rotelli, deputato FdI. Fine”.
Piero Camilli non è rimasto con le mani in mano: “Ho fatto causa al ministero dell’Interno, chiedendo i 300mila euro di risarcimento. L’udienza ci sarà a dicembre. Se vinco, li prendo e li devolvo alla Croce rossa della quale sono socio”.

