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Detenuto con la testa fracassata durante maxirissa a Mammagialla, niente interrogatorio

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Polizia penitenziaria

Polizia penitenziaria


Viterbo – Rissa finita nel sangue a Mammagialla, con un detenuto a Belcolle con la testa fracassata a sgabellate: a distanza di sei anni è saltata a causa del legittimo impedimento di un avvocato l’udienza di ieri del processo a cinque dei reclusi coinvolti nei fatti del 28 ottobre 2016.

Davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco avrebbero dovuto essere ascoltati tre testimoni, un poliziotto penitenziario e due detenuti, uno dei quali imputato e parte civile nel procedimento in corso presso il tribunale di Viterbo.

Quest’ultimo, la vittima, preso a sgabellate in faccia, è stato trasferito d’urgenza in ospedale in codice rosso con la testa fracassata e ricoverato in prognosi riservata a causa della profonda lesione riportata al cranio. 

Era un sabato pomeriggio, quando il detenuto rimasto gravemente ferito, sembra per difendersi da un’aggressione, si sarebbe armato di un manico di scopa, venendo colpito violentemente alla testa da una sgabellata sferrata da un compagno di sezione.

Il processo, dopo uno stop di quattro mesi, salvo imprevisti riprenderà il prossimo 7 marzo.


Viterbo - Il carcere Mammagialla

Viterbo – Il carcere Mammagialla


Un episodio straordinariamente cruento, finito letteralmente nel sangue, in seguito al quale è stato chiesto dalla procura il rinvio a giudizio per rissa e lesioni aggravate di sei detenuti, uno dei quali rimasto “in solitaria” davanti al gup , trattandosi di un romeno nel frattempo recluso in un non meglio identificato carcere del suo paese.

Lo scorso 8 giugno ha raccontato cosa è successo in aula uno degli agenti che hanno ricostruito l’accaduto con l’ausilio dei filmati della videosorveglianza interna alla casa circondariale di Viterbo.

“I filmati delle telecamere di sicurezza hanno ripreso, senza audio, quattro dei detenuti imputati mentre sono riuniti nella sala socialità. Poi, attivati da un quinto detenuto rimasto ignoto, vanno verso altri due detenuti. che invece stanno nel corridoio della sezione, aggredendoli”.

“Uno dei quattro dà un pugno in faccia alla futura vittima della sgabellata, che cade a terra, beccandosi anche un calcio. Gli altri tre, invece, aggrediscono l’altro detenuto. Uno, poi, prova anche lui a colpire con un calcio il detenuto scaraventato a terra con un pugno che, per difendersi, afferra un manico di scopa che era in una cella”.

“Uno dei quattro, a quel punto, gli sferra uno sgabello in piena faccia. Il tutto sarà durato una decina di minuti, tra le 16,50 e le 16,57”, ha concluso il penitenziario, i cui frame estrapolati dai filmati sono stati acquisiti nel fascicolo del processo. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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