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Dieci domande per l’assessore Emanuele Aronne… Anzi dodici

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Viterbo (c.g.) – Sembra che sia diventato proibito perfino fare domande agli assessori della giunta di Chiara Frontini. Addirittura, l’altro giorno, a delle semplici richieste di chiarimento da parte dell’opposizione è stato risposto in modo a dir poco abnorme. A una presa di posizione della minoranza, per dirla tutta, anodina, l’intera maggioranza, mancava solo la firma di Sgarbi, ha risposto parlando addirittura di “macchina del fango”. Anche se non c’era traccia di accuse nelle domande delle opposizioni, ma solo richieste di chiarimenti, che in democrazia dovrebbe essere il minimo che possano fare l’opposizione e i cittadini. Ma niente: sembra che Frontini & c. siano allergici alle domande. 

Insomma un primo tentativo, maldestro, di impedire qualsiasi possibilità di chiedere chiarimenti, c’è stato.

Come dire “noi siamo santi, tutto quel che facciamo è puro e allora niente domande”. “Non disturbare il manovratore” era scritto una volta sugli autobus. E va detto che nella replica della maggioranza nulla è stato detto su quanto ingenuamente la minoranza chiedeva.

Emanuele Aronne

Emanuele Aronne


Allergico alle domande sembra esserlo anche l’assessore Emanuele Aronne, ma dice che spiegherà tutto in consiglio. Bene, basta che ci sia il contraddittorio, come avremmo fatto noi se avesse risposto alle nostre domande. Ma nonostante l’allergia, riteniamo utile continuare a fare domande, anche all’ imminentissimo assessore Emanuele Aronne. Che tutti ritengono bravissimo, abilissimo, intelligentissimo, bellissimo… Tutti, tra cui noi, ovviamente. Come dire: nessun pregiudizio negativo, solo pregiudizi positivi. Ai post giudizi penseranno come sempre gli elettori.

Ma, altrettanto ovviamente, riteniamo che l’assessore bravissimo debba rispondere alle domande dei giornalisti, che sono pure cittadini, e dei cittadini stessi. E magari delle opposizioni.

Domande semplici e semplicissime, a cui un assessore che amministra per i cittadini e pagato dai cittadini dovrebbe avere il buongusto di rispondere. Si chiama democrazia. Meglio: stato di diritto.

1 Può dirci l’acronimo della ragione sociale della società di ingegneria di cui è stato amministratore, Eaa cosa sta a significare?

Sì, siamo partiti bassi. Basta solo un po’ di mnemotecnica per ricordare.

2 In che data è stato nominato amministratore della Eaa srl e in quale data è cessato l’incarico? 

3 La comunicazione della variazione al registro delle imprese presso la camera di commercio è stata fatta nei termini previsti dalla legge (ci sembra 30 giorni) oppure no? Nel caso di mancato rispetto vuole spiegarci il perché?

4 Che relazione c’è, se c’è, tra la sua volontaria riduzione dell’indennità di assessore e la costituzione dell’ufficio di staff, che è stato il presupposto per l’assunzione del socio dell’azienda di cui è stato amministratore?

5 Si sarebbe ridotto comunque l’indennità a prescindere? L'architetto Matteo Caprini sul social Linkedin

L’architetto Matteo Caprini sul social Linkedin


6 A prescindere dall’assenza di potenziali conflitti di interesse sulla assunzione a tempo parziale e determinato dell’architetto Matteo Caprini, non ritiene inopportuno aver dato il proprio parere positivo, visti i trascorsi rapporti societari? 

7 Vuole spiegare ai nostri lettori quale sia stata la necessità di assumere un architetto nel suo staff?

8 Per far capire meglio a tutti, può fare qualche esempio pratico delle attività a cui è destinato? Che fa insomma nel suo staff l’architetto?

9 Non era preferibile impegnare le risorse alla assunzione di personale a supporto del settore Urbanistica, che ne ha certamente necessità, piuttosto che spendere soldi per la sua segreteria?

10 Ultima domanda: tra lei e l’architetto Caprini ci sono stati rapporti economici, patrimoniali e professionali?

Si tratta solo di essere chiari e trasparenti. Non c’è nessun retropensiero da parte nostra. Da parte sua ci dovrebbe essere invece il dovere, da servitore della comunità, di chiarire queste questioni che non paiono complesse. E magari di chiarire tutto non nelle stanze di palazzo dei Priori, ma coram populo, come dovrebbe fare un politico della sua levatura. La democrazia consiste anche nel chiarire e dar conto al popolo tutto.

Undicesima domanda: Ma perché non rispondere subito alle domande dei giornalisti? Dodicesima: Che senso ha il suo silenzio?

Attendiamo fiduciosi una risposta a queste semplici dieci/dodici domande.


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