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Montalto di Castro – “Disabile prigioniero in una casa popolare al secondo piano senza montascale”. Lo denuncia Marco Proietti, segretario provinciale della Sicet – Sindacato inquilini casa e territorio, che racconta la storia di un 46enne di Montalto di Castro costretto, di fatto, a vivere chiuso in casa.
“Il signore – racconta Proietti – vive coi genitori in un alloggio popolare ed è disabile da alcuni anni, da quando è stato colpito da una malattia neurologica. È stato ricoverato a lungo in ospedale e, quando è tornato, la Misericordia gli ha messo a disposizione una sorta di robottino montascale per uscire di casa, che però ora non funziona più e la famiglia non ha soldi per ripararlo o affittarne uno nuovo”.
Da qui la richiesta d’intervento all’Ater. “Più richieste, in realtà” specifica Proietti. Sia “per installare un montascale nel palazzo”, sia “per valutare un trasferimento in un appartamento al piano terra”. Ma non c’è stato niente da fare: “L’Ater ha risposto che non ci sono soldi per installare un nuovo montascale”.
“La famiglia – continua il sindacalista – ha provato ad attivarsi anche coi servizi sociali del comune, ma finora non è riuscita a ottenere risultati nemmeno in quel modo. Tra l’altro ho visto che a Montalto ci sono altre case popolari con montascale già installato dove questo signore potrebbe essere trasferito, non so cosa c’è che lo impedisce”.
In questi giorni il 46enne è tornato in ospedale per un nuovo intervento chirurgico, a cui seguirà una lunga riabilitazione con continui spostamenti per fare le terapie. “Dovranno trasportare quest’uomo per le scale con una sedia a spalla chissà quante volte – è l’appello di Proietti -. Io spero veramente che qualcuno riesca a sbloccare una situazione che genera disagi enormi e tocca anche la sfera della dignità personale”.
