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“Se domani non approviamo l’aumento delle tariffe, Talete fallisce definitivamente”

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Viterbo – “Se domani non approviamo l’aumento delle tariffe, Talete fallisce. Non è una probabilità, ma una certezza”. Parola di Alessandro Romoli, presidente della provincia di Viterbo e della consulta d’ambito dell’Ato che questa mattina si sarebbe dovuta riunire per discutere sia dell’aumento delle tariffe sia del piano di sviluppo aziendale del gestore idrico della Tuscia. Un incontro propedeutico all’assemblea Ato di domani mattina quando i 60 sindaci della provincia dovranno decidere l’aumento delle tariffe per salvare Talete dal fallimento ed evitare che finisca, al 100%, in mano a un privato.


Viterbo - La conferenza Ato Talete

Viterbo – La conferenza Ato Talete


“Una riunione – ha spiegato poi Romoli – che è saltata per l’assenza del comune di Viterbo che detiene, essendo il comune più grande, il 22% delle quote. Una riunione nel corso della quale avremmo dovuto trovare un punto di incontro e arrivare all’appuntamento di domani mattina con una strategia comune e condivisa, vale a dire con l’accordo sull’aumento delle tariffe, e non con una condizione di incertezza totale cui invece andremo incontro”.


Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


Oggi pomeriggio la conferenza stampa per evidenziare l’assenza della sindaca Chiara Frontini e i rischi concreti che a partire da domani corre Talete.

A convocarla, nella sede di Lazio innova a Valle Faul, Viterbo, lo stesso Romoli. Con lui anche il vicepresidente di palazzo Gentili e sindaco di Capranica Pietro Nocchi, il sindaco di Tessennano Ermanno Nicolai, il primo cittadino di Vallerano Adelio Gregori e il direttore Ato Giancarlo Daniele.


Nocchi e Nicolai

Nocchi e Nicolai


L’assenza del comune di Viterbo, contrario all’aumento delle tariffe, “Ci ha lasciato basiti – ha sottolineato Romoli -. Un’assenza che ci dice come il comune di Viterbo sia disinteressato alla gestione di un problema come quello di Talete, precipitando tutti in una situazione di incertezza totale”.

“Frontini – ha proseguito Romoli – non è venuta all’incontro dicendoci che la documentazione portata in consulta era carente e non era stata presentata nei tempi previsti. Ma è soltanto una scusa”.


Da sinistra: Gregori e Giancarlo Daniele

Da sinistra: Gregori e Giancarlo Daniele


Cosa succederà se domani mattina l’assemblea Ato non approverà l’aumento delle tariffe Talete?

A spiegarlo è Romoli stesso. “La mancata approvazione del piano tariffario – ha commentato il presidente della provincia – causerebbe l’impossibilità di Talete ad accedere ai bonus dell’energia elettrica. Dopodiché non gli permetterebbe di accedere ai fondi del governo e a quelli del Pnrr. Non solo, ma non accedere ai fondi del Pnrr significherebbe pure dover restituire 17 milioni di euro già attribuiti e in parte pure spesi”.

“Considerando infine tutte queste difficoltà – ha concluso Romoli – Talete fallisce definitivamente. E questo ci costringerebbe, per garantire la continuità del servizio e l’acqua nelle case delle persone, a dare la gestione del servizio idrico a un privato. Al 100%. E il privato aumenterebbe le tariffe per conto suo”.

Durante la conferenza stampa arriva anche l’intervista di Frontini a Tusciaweb in cui si annuncia che il comune di Viterbo non approverà l’aumento delle tariffe. “Di fronte al problema di Talete – è intervenuto Nocchi – Frontini se ne lava le mani. Con lei le abbiamo provate tutte, nonostante non risponda nemmeno al telefono e ci abbia fatto perdere tanto tempo. Adesso siamo a un bivio. E se non approviamo l’aumento delle tariffe, Talete chiude”.

Daniele Camilli


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