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Giampieri: “Non sono contro l’acqua pubblica, ma Talete ha bisogno di liquidità per ripartire”

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Luca Giampieri, sindaco Civita Castellana

Luca Giampieri, sindaco Civita Castellana


Civita Castellana – Si torna a parlare di Talete, questa volta in occasione dell’ultimo consiglio comunale, dove il sindaco Luca Giampieri ha ribadito la sua posizione: “L’acqua non ha colore politico. Non sono contro l’acqua pubblica, ma Talete ha bisogno di liquidità per ripartire”.

Continua a tenere banco la questione Talete, nello specifico questa volta la mozione presentata, in occasione dell’ultimo consiglio comunale, dai consiglieri di minoranza Biondi, Cavalieri e Romani avente ad oggetto l’impegno dell’amministrazione comunale, nella persona del sindaco pro tempore, di proporre all’assemblea dei soci Talete spa l’avvio delle procedure necessarie alla trasformazione della società dall’attuale soggetto di diritto privato a soggetto di diritto pubblico.

L’acqua non ha colore politico – ha dichiarato il sindaco Luca Giampieri, ribadendo la sua posizione – bisogna essere obiettivi, e analizzare quello che è il contesto storico, economico e normativo che stiamo vivendo.

La delibera emendata da me e dal consigliere all’epoca Sebastiani, e per la quale ho già risposto in merito in precedenti consigli comunali, premetteva che qualsiasi intervento sarebbe stato necessario ma dopo aver messo in sicurezza la società. Rispetto a tre anni fa sono cambiate tante cose, è cambiata anche la storia della società, c’è bisogno, e torno a ripeterlo, di liquidità.

Bisogna vestirsi anche da soci, c’è bisogno di capitalizzare la società. Ero presente a Roma presso l’Arera, che dice che attraverso piccoli e complicati strumenti si può capitalizzare la società, o i comuni ci mettono i soldi, o si aumenta la tariffa in maniera consistente per coprire quelle che sono le spese, oppure gioco forza bisogna avere immissione di liquidità. L’Arera è disponibile anche a finanziare, ma devono entrare tutti i comuni nel servizio, ed oggi la Talete non ha possibilità a livello economico di prendere in carico tutti i comuni nello stato di fatto in cui si trova, ma deve essere una cosa graduale, con la spada di Damocle dei commissariamenti regionali, chiesti a gran voce da tutti i comuni che stanno già dentro. Io stesso ho votato contro l’aumento delle tariffe, ma in polemica con la regione.


Civita Castellana - Il sindaco Luca Giampieri

Civita Castellana – Il sindaco Luca Giampieri


I giudizi espressi in assemblee sono parziali, perché dopo c’è stata l’assemblea dei soci, laddove si sono evidenziate tutte le criticità rispetto a uno studio di fattibilità. In questo contesto storico la priorità è garantire che l’acqua esca dai rubinetti, e che sia depurata. Ci sono dei livelli che non devono essere superati, fino a due anni fa la regione ci rimborsava oltre nove milioni di spese di dearsenificazione, in alcuni comuni la dearsenificazione neanche c’è. In questo senso da noi tanto è stato fatto.

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, una società con tutte le criticità che ha, con tutti i comuni che sono fuori, riesce comunque sia a far fronte a quelle che sono le necessità e, come noto, tutti gli investimenti che vengono fatti vanno a finire nella tariffa, e questo c’è bisogno di dirlo. Se purtroppo per vent’anni non è stato fatto niente, per quattro/cinque anni, anche se impopolare da dire, tutti gli investimenti che devono essere fatti devono andare in tariffa.

Io non me la sento di dire che oggi il comune di Civita Castellana deve approvare l’azienda speciale, e questo non significa essere contro l’acqua pubblica, ma banalmente vuol dire che la società ha bisogno di liquidità per poter ripartire di slancio, per poter fare gli investimenti e per poter tornare ad avere credibilità verso le banche.Bisogna impegnarsi tutti per percorrere tutte le strade. Mi duole molto dirlo, perché non sono assolutamente per l’aumento delle tariffe, però questo è un calcolo matematico che serve per coprire le spese e gli investimenti che vengono fatti per la società e per coprire, in questa annualità, il costo dell’energia“.


Civita Castellana - Consiglio comunale

Civita Castellana – Consiglio comunale


Anche il Pd non ha approvato la richiesta fatta da Rifondazione comunista e Movimento 5 stelle. “Votiamo contro per un motivo semplice – ha dichiarato il consigliere Pd Simone Brunelli – perché è una finta soluzione che peggiora la situazione esistente per vari motivi.

Innanzitutto perché l’azienda speciale è uno strumento obsoleto e mal regolamentato che mina l’operatività della società. Inoltre la modifica della natura giuridica della società non risolve le debolezze strutturali del nostro Ato, ambito territoriale ottimale, né garantisce una riduzione delle tariffe che dipendono totalmente dal costo del servizio.

Infine perché, a differenza dell’attuale gestione espone i soci,quindi anche il nostro comune, a maggiori rischi patrimoniali, dovendo coprire in proprio eventuali passività, che al 30/06/2023 sono stimate a 19 milioni di euro, accantonandole in un fondo apposito”.

Giusi De Novara


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